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lunedì 10 giugno 2013

I nemici delle Fashion Blogger


Care lettrici e cari lettori di Fashion Art Break,

questo post nasce da una riflessione che chi, come me, si muove nell'ambito della comunicazione moda sul web si è ritrovata (nolente o volente) a fare.
Bene, oramai il web pullula di blogger, nella fattispecie fashion blogger, che con stile e linguaggio differente cercano di interpretare e scrivere di moda nel modo più personale (sempre più rare) e libero possibile, scavalcando quelle barriere castali che proteggono l'editoria cartacea da ingressi e curricula di comuni mortali. Almeno questo dovrebbe essere. Se poi queste blogger si rivelano un esercito di vallette semianalfabete che non scrivono più nulla e si vendono professionalmente al miglior offerente, questo è ben altra cosa. Io credo che essere testimonial o portavoce di un marchio, di un artigiano o di un creativo in cui si crede e in cui ci si riconosce non sia sbagliato, anzi: sono convinta che possa essere anche uno strumento di coesione , sinergia e collaborazione tra emergenti validi di questo settore. Quando invece questa condivisione di stile si trasforma in sudditanza, ecco che il Patrono dei Blogger, qualora dovesse esistere in qualche religione del Web, risulta oggetto di atroci blasfemie.
Ma ritorniamo al mondo delle fashion blogger non contaminate da reticenza e deformazione dell'informazione moda.
Esse, me compresa, si avvalgono dei social network per fidelizzare i propri followers e pubblicizzare, senza costo, il proprio blog nell'oceano mediatico del web.
Per fare questo, oltre a linkare i propri articoli su Facebook e Twitter, spesso fruiscono in uno degli strumenti più importanti nel marketing: lo storytelling. Questo termine inglese significa raccontare storie influenzanti ed è una vera e propria metodologia e disciplina usata soprattutto nelle imprese, nella politica, nell’economia per promuovere delle idee, dei valori o dei prodotti.
Ecco, nel caso delle fashion blogger il prodotto non è solo il proprio blog, ma anche il proprio stile che inevitabilmente si riflette in ciò che si scrive o che si sceglie di scrivere tra mille idee, stilisti e tendenze.
Così il nostro profilo Facebook, Instgram e Pinterest sono stracolmi di foto inerenti ai nostri outifit, alle nostre uscite, alla nostra routine, alle nostre passioni e alle nostre abitudini alimentari. Più sono divertenti, poetiche e suggestive e più gli amici o conoscenti seguono con interesse, anche se s'imbattono per caso in qualche foto.
Tuttavia è proprio questo continuo postare che spesso, per ragioni misteriose, crea del malcontento tra i propri amici virtuali e non. C'è chi lo vede come narcisismo (e ha ragione), chi come ostentazione, chi come fissazione e chi come espressione di superficialità.
A loro vorrei dare un antidoto a questo prurito e a questa indignazione: spegnete fb e leggete qualche libro in più oppure bloccate la persona in questione o ancora nascondete i suoi post. Facebook vi consente di gestire le vostre ansie e i vostri problemi di sopportazione in tutti i modi possibili, dai più indolori a quelli più eclatanti.
Ma forse sbirciare qua e là e tenersi aggiornati sugli ultimi spostamenti di una fashion blogger non è poi tanto drammatico e può portare un po' di colore nelle vostre vite stracolme di uva inarrivabile.

Bacetti


venerdì 7 giugno 2013

Armani boccia Milano ed esalta Roma. Perchè?



Caro Giorgino, sono d'accordo: ma anziché fare campagna elettorale per Alemanno, perché non ti trasferisci a Roma e cerchi di risollevare la moda capitolina da questo squallore?

Ecco una parte dell'articolo de  La Repubblica

Voi cosa ne pensate?



«Diciamolo: Roma è più pulita di Milano». A sorpresa Giorgio Armani lancia una frecciata sulla mancanza di decoro e pulizia del capoluogo lombardo, che in quanto «capitale della moda» dovrebbe curare con grande attenzione la sua immagine. Ma per il guru della moda in questo match Roma ha la meglio: «È decisamente piu pulita». E così boccia sonoramente Milano, dove i graffiti imperversano e le insegne al neon sono «invadenti e di cattivo gusto». Armani ha pronunciato il verdetto proprio a Roma, da via Condotti, dove ha inaugurato la sua boutique di tre piani e nella notte, all’Eur, ha organizzato una memorabile sfilata.

Per rincarare la dose lo stilista aggiunge: «Mi piacerebbe venire più spesso a Roma, una delle città più belle al mondo, ma non lo faccio perché poi aumenta il mio dispiacere di tornare a Milano e vedere com’è ridotta». I romani gongolano per i giudizi positivi espressi da Re Giorgio sul «lindore» di Roma, ma chiedono anche di sapere cosa non vada nella capitale meneghina. E lui racconta: «A Milano i graffiti sono ovunque, sui muri dei palazzi, sui portoni, nulla è risparmiato. Basta andare lungo i Navigli per rendersi conto di quanto siano invasivi». Armani salva l’arte dei writers, ma non chi imbratta le facciate. Ce n’è anche per le scritte al neon, «sempre più grandi e vistose», usate come insegne dei negozi o per la pubblicità. Una deriva estetica che lo stilista vorrebbe che sia arginata: «Fosse per me toglierei tutto». Come dire: Milano non è città da neon, merita più rispetto. (...)


Una borsa di Dafne per il mio prossimo viaggio!


Pazze per le borse?

Care lettrici di Fashion Art Break, allora oggi vi parlo di un evento interamente dedicato a questo nostro amatissime e irrinunciabili accessorio. “Le Signorine di Via Barberini” mi hanno infatti  invitata a scoprire le “Borse di Dafne” presso lo show room della fashion designer Dafne Taverna, in via Pio Foà 23, Roma dove le invitate hanno potuto incontrarsi, confrontarsi e scegliere qualcosa di nuovo per la bella stagione accolte in questo luminoso Atelier.
Dafne è una promettente designer romana che dal 200 decide di intraprendere la strada della moda e dell'imprenditoria creando il marchio "Le borse di Dafne". Mettendo a frutto le nozioni apprese in un corso di taglio e cucito precedentemente frequentato per hobby, trasforma le idee su carta in capi confezionati
Borse dalle linee morbide, capienti, accattivanti. Declinate in vari colori e materiali. Modelli in pelle, in canvas di lino, in camoscio e in alcantara a più combinazioni cromatiche. Maniacale la scelta di zip, chiusure, pendenti, in argento per il modello “Cico”, tasche interne, scomparti utili e discreti, moschettoni e minuterie metalliche di pregio. Abiti in maglina dalla trama delicata, dai volumi ampi o che seguono la silhouette, geniali foulard ad anello double face, accompagnati ad innumerevoli cintine  in cuoio con borchie e scintillanti dettagli in oro e argento.
Accessori uomo, utili per il viaggio ed il tempo libero. Ogni creazione può essere indossata  sino a tre varianti  a seconda delle varie esigenze della giornata: la stessa borsa la si può infatti portare a mano, a spalla o a tracolla grazie alla sua versatilità …
Prestigio, eleganza e praticità sono i tre aggettivi che rappresentano il marchio “Le borse di Dafne”, un esempio dell’eccellenza dell’artigianato Made in Italy caratterizzato da uno stile originale, estremamente femminile e mai eccessivo che contempla le molteplici necessità della donna contemporanea.  



 "Per vedere le immagini delle collezioni e gli ultimi aggiornamenti visitare il link di seguito: "Le Borse di Dafne" | Facebook   oppure visitare il sito  www.leborsedidafne.it"



lunedì 3 giugno 2013

La fede nuziale è fashion!


Carissime lettrici di Fashion Art Break,
oggi parleremo di... matrimonio! Ebbene sì, l'argomento è delicato e sicuramente ognuna di voi avrà un'idea molto personale in merito...
Ho scelto di parlare di matrimonio perché spesso mi ritrovo dinanzi a facce sbigottite, esterrefatte, allucinate quando rivelo di essere una 28enne sposata o quando lo si evince dal mio anulare sinistro.
Sì, ho 28 anni e sono sposata (in realtà ho detto il mio Sì l'anno scorso). Felicemente, aggiungerei. Almeno per ora, aggiungerei anche (per pura scaramanzia, s'intende). E per quelle conoscenti, amiche o colleghe che alla parola 'matrimonio' sono affette da morbillo, panico e pruriti vorrei spiegare che esso è la tomba dell'amore (e della propria esistenza) solo se non si ha accanto la persona giusta.
La mia vita da donna sposata è cambiata. Decisamente in meglio. Da un punto di vista professionale, conservando la massima autonomia nel gestire le mie scelte, ora ho un' altra vittima (oltre me stessa e le mie amiche) da stressare in quelle giornate da Saturno contro. Per tutto il resto il mio Mr Big è il completamento di ogni risata, follia, scoperta e magia che incontro in questa mia avventura. 
La singletudine ad oltranza, quando non è una scelta ben ponderata e voluta, spesso diventa una protezione rispetto al mondo <di chi ha scelto la condivisione senza rinunciare alla personalità> e spesso questo atteggiamento può diventare stucchevole e noioso, oltre che patetico.


I per sempre sono difficili, coraggiosi, rischiosi, ma mai noiosi. Nella serenità di un amore che ti sconvolge il cuore senza però distruggerlo si compiono i più grandi miracoli della vita. E poi... chi ha detto che, oltre ad essere romantico, il matrimonio non possa essere anche irresistibilmente Fashion?
Parlando di wedding fashion, infatti, non possiamo non prescindere da un accessorio sempre alla moda e adatto ad ogni outifit di sorta, dal pigiamone over size del mattino all'abito lungo di un Gran Gala: la fede. 
Va molto di moda quella bicolor, tricolor, in oro bianco, platino e con brillantino incastonato (costosissima!); per la forma si può scegliere tra le più popolari: classica (tonda e smussata), la francesina (più sottile e leggermente bombata) o la mantovana (alta e piatta), l'etrusca (piatta e decorata con scritte beneauguranti)...
Io ho scelto una fede sottile, quadrata e in oro giallo. Essenziale, semplice, ma non del tutto convenzionale, interpretando questo simbolo come espressione di una storia d'amore costruita su piccoli gesti, magie quotidiane ed emozioni domestiche vissute tra viaggi, cenette a casa, tavolate con amici, passeggiate sulla spiaggia, pizze a mezzanotte e commenti sul divano dinanzi alla tribuna politica o al talent show di turno.

E voi...quale fede e quale amore avete scelto o sceglierete? 

Baci,
la vostra innamoratissima e sposatissima Sofie.

sabato 1 giugno 2013

Gusto,arte e glam all' Opening Dinner "Barcaccia" in Piazza di Spagna



Carissime amiche di Fashion Art Break,

come vi avevo preannunciato sulla pagina fb di FashionArtBreak, ieri sera sono stata invitata ad una serata tres chic per celebrare il grande ritorno di una delle location più prestigiose di Roma, il ristorante "Barcaccia". In piena Piazza di Spagna con un'impareggiabile vista sulla scalinata di Trinità dei Monti, "Barcaccia" si ripropone ai suoi ospiti completamente rinnovata negli spazi, senza alterare in nessun modo il fascino del luogo, strettamente legato alla storia della Capitale.
Insieme ad un red carpet di tutto rispetto formato da giornalisti della moda (e non solo),  figure istituzionali, artisti e personaggi dello spettacolo, a rendere la serata speciale è stato il percorso enogastronomico che ha condotto i nostri palati alla scoperta dei sapori tradizionali rivisitati dallo Chef Roberto Agostini.
Immaginate una buongustaia come me quanto abbia gradito questo connubio di eleganza e sapore!


Ad accompagnare questo Gran Gala dinner è stata la mostra fotografica "Ieri, oggi e domani...ROMA" curata dal fotografo Giorgio De Camillis che ci ha mostrato quattro lenti attraverso cui guardare Roma: arte, musica, cinema e moda nonché la presenza della "Casa Internazionale delle Donne" che ha ricevuto  un contributo dal Ristorante "Barcaccia" per finanziare il progetto "No More!", la Convenzione contro la violenza maschile sulle donne –femminicidio.
Ma adesso parliamo di look…
Costretta a tenere ancora serbati nell’armadio i miei vestiti più colorati ed estivi per questo meteo irritante, ieri sera ho optato per un elegante total black, con qualche riflesso scintillante silver  .
Pantaloni gessati, maglia con ampio scollo sulla schiena, tacco 12 , bracciali e orecchini chandelier by Ottaviani Jewels, tracolla vintage nera che è uno splendido cadeau di Vintachic Roma e smalto Essence silver glitterato. Ovviamente sono ritornata, dopo un po’ di tempo, al mio grasso grosso chignon ;-)
Care amiche di Fashion Art Break, sperando di postarvi un  prossimo articolo con un outfit leggerissimo  e coloratissimo, vi invito a fare una capatina al Ristorante “Barcaccia” , ideale per il lunch, per l'aperitivo e per una cena romantica o di lavoro. 
Un locale storico che riscopre il suo lustro nel design e nel cibo...senza alterare la tradizione!






mercoledì 22 maggio 2013

Solarità e preziosità inafferrabile per i gioielli di Evalita's


Carissime lettrici di Fashion Art Break,
oggi voglio riempirvi di post con qualche proposta originale di stiliste e designer giovani, talentuose e piene di cose da dire (e da fare).
Per questo dedico questo post ad un'altra napoletana, la raggiante partenopea Eva Sansanelli, designer di Evalita's, un brand di gioielli originalissimi.
Vi propongo qualche foto come anteprima della nuova collezione, realizzata con pizzi italiani e francesi ai quali Eva ha dato forma con un procedimento molto certosino che rende i gioielli quasi ineffabili ed eterei, pur mantenendone la preziosità. Infatti, terminato questo processo particolare, sul singolo elemento vengono applicate le perline, tutte rigorosamente swarovsky ed il perno con un cristallo swarovsky abbinato; oppure -per la creazione dei bracciali- al posto del perno vengono cuciti su grandi elastici di lame a contrasto.

Il risultato? Tanta grazia ed infinita eleganza, soprattutto se guardate queste foto di una splendida testimonial napoletana, esempio verace e radioso di una bellezza tutta mediterranea!

Baci, Sofie!




Io sogno l'estate con indosso un costume di J'adore Lipstick!


Carissime lettrici di Fashion Art Break,
questo post è dedicato ad una promettente designer di J'adore Lipstick, il brand beachwear di Francesca Persico che lo scorso venerdì ha presentato la sua divertentissima e delicatissima summer collection 2013 presso il Tender Jap One di Napoli.

Come già ho scritto sulla pagina fb di Fashion Art Break (https://www.facebook.com/pages/Fashion-Art-Break/269543329762577?fref=ts), ho ricevuto uno splendido cadeau by J'adore Lipstick che indosserò non appena questa estate arriverà!
Vi svelo solo che è lilla, semplice ma elegantissimo e adatto anche ad una donna curvy come me ;-)



Francesca Persico




lunedì 13 maggio 2013

Ma come ti vesti, Prof?


Carissime lettrici di Fashion Art Break,

oggi voglio parlarvi del look di una categoria professionale che ogni giorno, con più o meno difficoltà, si approccia alle nuove generazioni: quella delle Prof.
Come le mie followers più fedeli sapranno, io, oltre alla mia attività di blogger, svolgo anche l'arduo compito di insegnare Lettere, dimenandomi tra una subordinata oggettiva, D'Annunzio e Cavour.
Proprio in virtù di questo ho potuto conoscere da insider il mondo delle professoresse, soprattutto di lettere, studiandone caratteristiche didattiche ed.. estetiche!
E qui casca l'asino...
Facendo un discorso generalizzato con le sue dovute eccezioni, ne esce fuori un quadro piuttosto inquietante: gonne, Hogan e camicie sbiadite; jeans sabbiati o pieni di ricami improponibili, magliette in acrilico e sandali ortopedici e tante borse con orsacchiotti e dio solo sa cos'altro ancora.
E'vero che la sobrietà e la poca sensualità sono caratteristiche fondamentali -soprattutto se si tratta di giovani insegnanti- per conservare un certo decoro anche agli occhi di ragazze e ragazzini che ti prendono come modello o come istituzione, ma si può essere anche fashion con un look disimpegnato o classico, corredato da qualche accessorio un po' più colorato e divertente che smorzi l'immagine della maestrina che sa di naftalina.
Un paio di jeans, una t shirt e una giacca con un adeguato paio di sandali, un paio di pantaloni comodi con camicia, cintura in cuoio e maxi bag oppure un vestito sobrio e ballerine con un paio di orecchini o una collana potrebbero renderci professionali e fashion, anche in una seriosa aula docenti.

Perchè parlare di look in un contesto che dà giustamente importanza alla sostanza e alla cultura?


In primis perchè bisogna sfatare il falso luogo comune che una donna di spessore intellettuale debba essere necessariamente 'sciatta' e ' inguardabile'; in secundis perchè abbiamo a che fare con giovani che hanno il dovere di rispettare il ruolo dell'insegnante, ma che lo sentono sempre più lontano dal proprio mondo.
Sarà perchè ho 28 anni e una grande voglia di insegnare, sarà perchè la mia deformazione da fashion blogger non può non condizionarmi, ma io vivo questa professione cercando costantemente di proporre me e il mio mondo conoscitivo nel modo più allettante possibile, magari raccontando la storia dei libri suddividendola in puntate di un telefilm o divertendo i miei alunni con una sfilza di abusati 'ma anche no'. E' proprio allora che  il loro sguardo, soprattutto dei più 'riluttanti', si allontana dalla parete o da un diario pieno di scritte di protesta e di amore e si fissano su di me, riconoscendo che Garibaldi e Saba non sono poi così antichi come sembra.
In fondo la cultura è fashion. Perchè una prof non potrebbe esserlo? ;-)



sabato 4 maggio 2013

Moda, estate e fragole con...Silvian Heach!



Buon sabato pomeriggio di sole, carissime lettrici di Fashion Art Break!

Questo post è dedicato ad un Fashion Aperitif  a base di frutta e bollicine (la prova costume incombe) cui ho partecipato ieri pomeriggio.
Dove? Nel corner Silvian Heach della Rinascente in Galleria Alberto Sordi dove ad accoglierci è stato il volto della Comunicazione&Marketing del brand, Gianfranco Vitale, insieme a Miss Italia Giusy Buscemi in total look Silvian Heach.
Anche io non ho potuto non indossare, con immensa gioia, due dei tanti cadeaux firmati Silvian Heach: i sandali coloratissimi in paglia e una mini bag dal gusto vintage con chiusura dorata a scatto; il tutto ha corredato un outfit un po' retrò: camicetta con fiori stilizzati, una gonna ampia al ginocchio (entrambi acquisti di mercatino usato dal costo di 1, 50 euro caduno), smalto glicine di Essence e collana silver Accessorize
Fra scatti, prove abiti e divertenti scambi punti di vista tra bloggers, ho già puntato i miei due prossimi capi per questa estate 2013...ovviamente by Silvian Heach (poi ve li mostrerò ;-)

Un po' di fotine e... vi lascio al sole ;-)

Gianfranco Vitale


Martina D'Ermo




giovedì 2 maggio 2013

Medioera: il Festival della cultura digitale e tanto Fashion!



Carissime lettrici di Fashion Art Break,

martedì 30 maggio, insieme ad altre colleghe della Fashion Communication, ho partecipato alla serata d’apertura della quarta edizione di Medioera, il Festival di cultura digitale diretto da Massimiliano Capo che si è tenuto nella splendida e suggestiva sala Regia di Palazzo di Priori a Viterbo.
Medioera è un  momento d’incontro ed approfondimento sulle tematiche legate all’uso delle nuove tecnologie nei più diversi ambiti della vita, con lo sguardo obliquo e crossmediale di chi è abituato a leggere la rete come una struttura non gerarchica di nodi attraverso cui navigare alla ricerca di opportunità nuove, di stili contaminanti, di idee che non hanno timore di pensare in grande anche quando parlano a pochi o pochissimi.
E, ovviamente, se si parla di cultura digitale non si può ignorare quanto la moda sia un terreno fertile per ogni forma di comunicazione crossmediale, ragion per cui un momento importante di questa edizione di Medioera è stato dedicato all’universo del Fashion, messo in relazione, ovviamente, con le nuove tecnologie. 
Dopo un pink carpet di tutto rispetto, il Festival ha accolto sul suo palco fashioniste e addette del settore, idea che si è rivelata una new entry di straordinario successo (la moda ‘tira’, amiche mie!).


Durante il panel, coordinato dalla giornalista Flavia Ludovisi, il palco si è trasformato in un “salotto” in cui otto donne del settore si sono confrontate sulle trasformazioni della moda dopo l’avvento dei social e dell’esplosione di siti in rete: Cinzia Colella, esperta di comunicazione e organizzatrice di eventi di arte e moda, Alessandra Castellani, antropologa e autrice di libri di successo e docente di Fashion design, Benedetta Bruzziches, vulcanica designer di borse inimitabili (presto su Fashion Art Break pubblicherò un post proprio su di lei e sulle sue fantastiche borse!), Martina Campanella stilista, Valeria Oppenheimer, ex modella, blogger conduttrice radiofonica, Anna Oliva Durigon, la fondatrice di un sito che crea outfit per l’occasione perfetta e Tiziana Stefanelli, la vincitrice di Masterchef con le sue idee di fashion food.

Con Cabaret di Benedetta Bruzziches

Da un insieme di interventi, spesso contrastanti e spesso condivisi, il messaggio che si può estrapolare è che ‘fruire o comunicare la moda propria o degli altri’ attraverso social network o siti/blog può essere una piacevole cronistoria fatta di abiti, accessori, cibo, location e colori che qualcuno può biasimare, contestare, criticare ma che inesorabilmente affascina un po’ tutti (ah, se Facebook o Instagram potessero parlare!)
A mio avviso è importante è chiamare le cose e le persone con un nome che li rappresenti realmente: la fashion blogger dovrebbe essere in grado di raccontare la moda attraverso immagini (anche proprie) e poi parole ortograficamente corrette e che siano contenute in una struttura sintattica comprensibile. 
Quelle che millantano di curare un fashion blog (anche con migliaia di followers) e poi si limitano a scattarsi foto con sole didascalie raccapriccianti come ‘qual’ è il vostro look preferito?’ beh, quelle sono altro.



venerdì 19 aprile 2013

'Vestiti di stile' con I MURR!


Carissime lettrici,

oggi vi racconto di un pomeriggio romano trascorso con I Murr, i famosi coniugi esperti di Image Consulting che hanno presentato in questa tappa a Roma il loro libro 'Vestiti con stile' presso la Wonderfool Spa a via dei Banchi Nuovi, un concept store del benessere e dello stile unico nel suo genere!
A moderare l'incontro è stata Maria Elena Capitanio, fashion editor, ufficio stampa e docente di fashion communication allo Ied, mentre il Dj set è stato curato da Floriana Serani, designer e fashion blogger.
Ma veniamo al libro...Edito da Kowalski, 'Vestiti con stile' riassume la ormai ventennale esperienza di Antonio e Roberta Murr: un manuale che insegna come migliorare e sapersi valorizzare. Ma anche come guardare “con occhi diversi” a se stesse e al proprio guardaroba. Un libro che fa avverare il sogno di ogni donna: avere un proprio personal stylist sempre a portata di mano!

Non esistono donne brutte ma solo donne pigre usava ripetere Elizabeth Arden, una che di bellezza e stile decisamente se ne intendeva. Facendo loro questa massima, Roberta e Antonio Murr, famosissimi ed eclettici esperti di tendenze e di moda, ci svelano i loro segreti per conquistare classe e bellezza.
L’obiettivo del tour, oltre a promuovere il libro, sarà quello di diffondere un messaggio di bellezza autentica che parte da dentro per manifestarsi poi fuori: è l’outfit, insieme ad un hairstyling appropriato ed un make up che enfatizzi il viso, che fanno il monaco... Grazie ai consigli di Antonio e Roberta, ma anche grazie all’utilizzo dei prodotti giusti, vestiti, accessori, trucco,ecc, ogni donna può scoprire la propria bellezza ed ottenere risultati “magici”.


Inseparabili e insostituibili compagni di viaggio di Antonio e Roberta sono state le valigie Samsonite della linea “Cosmolite”, ultra leggere, resistenti e dalle forme accattivanti, i prodotti Testanera, preziosi alleati per l’hair care quotidiano e gli hairstyles impeccabili di Roberta. Ai suoi piedi, poi, accessorio immancabile  le scarpe della collezione Spring 2013 “Precious Woman” di Greymer, brand Made in Italy dal sapore new chic. Entrambi i coniugi MURR, amanti da sempre di borse e clutch, si porteranno in tour le borse di Savas Milano, frutto della creatività del designer svedese Rasmus Ringberg, che unisce ad un mood essenziale, minimalista e elegante, tipicamente nordico, la qualità della manifattura italiana.


Ogni donna ama essere coccolata con una guida di esperti che possa insegnarle, passo dopo passo, come valorizzarsi e apparire elegante e sicura di sè in ogni contesto. Io personalmente credo che l'aspetto fondamentale che ogni donna e ogni uomo ancora in cerca del proprio stile debbano sempre tener presente è  la sensazione di benessere e di agio che un outfit può garantirci.
'Sentirsi bene nei propri pann'i non significa essere alla moda, ma utilizzarla per comunicare al mondo quello che siamo. A volte, basta anche solo un accessorio per raccontare un universo intero che ci portiamo dentro.


martedì 16 aprile 2013

Tutti venderebbero l'anima al diavolo (che veste Prada)


Buongiorno, care lettrici!

Stamane non posso non dedicare un post al film che ieri ha tenuto incollate alla Tv, per l'ennesima volta, tutto il popolo delle fashion addicted e non solo: Il diavolo veste Prada.

Il film di David Frankel, oramai 'vecchio' di sette anni e tratto dall'omonimo romanzo chick lit di Lauren Weisberger, racconta l'esperienza di Andrea Sachs, una neo-laureata in cerca di lavoro, appena arrivata a New York col sogno di diventare giornalista (ah, quante affinità!) per poi ritrovarsi nelle vesti (costosissime) dell'assistente di Miranda Priestly, l'algida direttrice della prestigiosa rivista di moda Runway.
La valanga di commenti facebook, hashtag e tweet (tra quelli di tendenza del giorno c'è infatti #ildiavolovesteprada) dimostra quanto  questo mondo diabolico della moda che ruota attorno a diktat e si regge su vertiginose Manolo Blahnik, in realtà riesca ad affascinare tutti: chi sta cercando di farsi spazio in questo mondo, chi già ha lo abita da tempo e chi ha scelto di restarne fuori criticandone la superficialità.
In fondo, al di là di verità inopinabili come l'esaltazione della magrezza estrema o  il sistema castale delle più importanti riviste di moda, credo di condividere in pieno alcune 'demistificazioni' che il film ci propone.
E a tal proposito non posso non citare la scena del 'maglioncino ceruleo' della miscredente Andy che la direttrice di Runway, dopo un excursus dettagliato* sulle gonne cerulee di Oscar de la Renta, dimostra essere perfettamente il frutto di una tendenza che la moda aveva dettato qualche anno prima.

Nessuno può sottrarsi alla moda. Anche chi sceglie di aprire l'armadio e indossare un abito a caso: dalle passerelle ogni singolo capo o accessorio scende giù giù fino ad arrivare al banco del mercato, seppur con un costo e una qualità nettamente inferiori.
La fashion addiction è una dipendenza e ci scaraventa nel calderone dell'omologazione; la moda è altro. E' l'arte dei libri e della strada che si raccontano attraverso un abito (o un accessorio) che qualcuno sceglie per noi, ma che noi scegliamo quando, come e con cosa indossare.
E chi declassa la Moda a' iperuranio del superfluo' cominciasse a constatare quanto sia già inesorabilmente parte di questo mondo, negli abiti, nel cibo, nella tecnologia, nei luoghi e nella comunicazione che ogni giorno 'sceglie di scegliere'.

* <Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo> (cit. Miranda ne 'Il diavolo veste Prada')

lunedì 15 aprile 2013

La Luna sulla pelle. I gioielli di Paola Romano






Carissime lettrici,
per affrontare in bellezza questo lunedì voglio raccontarvi la mia esperienza lunare dello scorso venerdì, in compagnia di una straordinaria e vulcanica artista e jewels designer: Paola Romano. Questa donna estrosa e dal sorriso disarmante inizia la sua formazione artistica a Roma partecipando a numerose esposizioni collettive fino al 2004, quando  la sua maestria e il suo talento vengono riconosciuti nel panorama artistico italiano e internazionale, attraverso una serie di mostre personali. Proprio durante una di queste esposizioni anche il regista Pupi Avati rimane colpito dal suo lavoro e le commissiona quattro opere per il film “La cena per farli conoscere”. 
Ho avuto il piacere di conoscere Paola Romano durante la presentazione della sua collezione di gioielli che oserei definire <<metafisica>> in occasione della quale è stato organizzato un fashion cocktail dedicato  alla Luna. Questo momento di estetizzante convivialità è stato imbevuto nelle tinte dell'arancione e del viola che hanno colorato i candidi saloni dell'Ateler Curti, affacciato su piazza Mignanelli. Nelle teche in cristallo e sui manichini accostati agli abiti haute couture della splendida Giada Curti - appena rientrata da un viaggio a Dubai -brillavano le iridescenti creazioni della Romano, che hanno catturato l'attenzione di oltre duecento ospiti invitati da Emilio Sturla Furnò - coadiuvato da Raffaella Naddeo - che ha accolto i tanti amici con la sua Samantha, una deliziosa cucciola di bassotto tedesco.
"Oggi celebriamo la Luna" - il brindisi dell'artista che ha spiegato, assieme alla manager dell'arte Marzia Spatafora, come una scultura può trasformarsi in gioiello da indossare sulla pelle.


Lapislazzulo, ametista, giada, tormalina, agata, malachite diaspro rosso, quarzo rosa e ialino, azzurrite, turchese, avventurina e pirite vengono ricomposti dalle mani di Paola Romano con cristalli di sale e argento per trasformarsi in preziosi collier, anelli e orecchini.

Per raggiungere la bellezza sublime e imponente di queste creazioni che hanno catalizzato lo sguardo di donne e uomini Paola Romano si ispira alla Luna,  uno dei simboli più antichi dell'umanità la cui qualità fondamentale è la ricettività: la luna, pianeta satellite, riflette la luce del sole.
E i gioielli dell’artista riflettono la luce di una femminilità accecante che abita il corpo fortunato di una donna che prima li accoglie sulla sua pelle e poi canalizza in quelle pietre preziose l’ interminabile fascio di luce del suo charme.



Emilio Sturla Furnò, Didi Leoni e Gloria Guida

Paola Romano e Giada Curti
Paola Romano e Cinzia Colella

Paola Romano& Me


Paola Romano e Marzia Spatafora

Emilio Sturla Furnò e Maria Grazia Nazzari

Emilio Sturla Furnò 

Credits photo:  Mauro Rosatelli e Michela De Nicola

Primi scatti (d'estate) firmati Silvian Heach!


Buon lunedì, care lettrici!
Cominciamo la giornata con un post interamente dedicato a Silvian Heach che ha riempito il mio armadio di splendidi cadeaux: bluse, vestiti, borse e naturalmente... splendide scarpe! (di cui non svelerò tutto oggi)
Venerdì scorso, presso il corner Silvian Heach della Rinascente in Galleria Alberto Sordi ho incontrato il fashionissimo ed estrosissimo Gianfranco Vitale, volto giovane della Comunicazione ed Ufficio Marketing del brand che ha offerto un prezioso servizio di image consulting agli ospiti del corner!
Ed è stato proprio lui a scegliere per me dei capi e degli accessori che rispecchiano in pieno la mia intima inclinazione al vintage e il mio amore per alcuni colori energizzanti, soprattutto in questa prima settimana di caldo, sole e mare!

Image consultant Silvian Heach Gianfranco Vitale

Fashion art Break & Fashion Files 

Ma basta scrivere: vi lascio con qualche scatto in compagnia della mia biondissima amica fashion blogger Martina D'Ermo per Fashion Files Blog!


mini dress a fiori

canotta e sandali multicolor





Ma non è finita qui... ;-)
Al prossimo post firmato SilvianHeach!

domenica 14 aprile 2013

Numbs Wellness&Spa: un Eden nella Capitale




Cosa c’è di più rilassante di un sabato trascorso in un centro Wellness?
Ebbene, care lettrici e cari lettori, ieri pomeriggio, in compagnia della mia amica fashion blogger Martina D’Ermo di Fashion Files Blog sono stata invitata al nuovo centro Numbs Wellness&Spa in Piazza Elio Callistio, nel cuore del quartiere africano di Roma. 
Per l'occasione la giovane stilista Claudia Graziano ha presentato la sua nuova collezione Primavera/ Estate 2013. Abiti che esprimono estro e creatività per uno stile italiano al di fuori dei soliti schemi con brio, audacia e charme.
Gli ospiti hanno avuto la possibilità di valorizzare il proprio look grazie ai consigli degli esperti: un hairstylist e un make up artist hanno offerto una consulenza per migliorare il proprio aspetto e la percezione di sé, mentre la massaggiatrice del centro ha fatto testare con mano i benefici delle antiche tecniche di massaggio ayurvedico per riequilibrare il corpo, la mente e lo spirito.
Il Numbs Wellness&Spa è un luogo in cui riscoprirsi al meglio tra le mani dell'hairstylist, in cui abbandonarsi ai benefici dei trattamenti estetici e ai macchinari di ultima generazione per rimodellare il corpo e tornare in forma e per sperimentare il nuovissimo VacuGym, l'apparecchiatura che combina i raggi infrarossi all'esercizio fisico per dire addio alla cellulite e al grasso localizzato.
 Niente di più utile prima di affrontare la temutissima ‘prova costume’!
Con la triade Qualità, servizio e ricettività il Nums Wellness&Spa garantisce ai suoi clienti un'attenzione a 360° che passa anche attraverso il loro benessere psicofisico e la loro immagine. 
Io ci tornerò prossimamente e vi farò sapere quale trattamento deciderò di sperimentare…
 E voi, se volete dedicarvi un momento di relax e bellezza inestimabili, passate di lì e fatemi come avete scelto di coccolare il vostro corpo e la vostra mente!