martedì 22 gennaio 2013

Patrizia Corvaglia: il fascino di una gioielleria d'autore.




Care lettrici, 
anche voi credete che un gioiello possa sublimare o deturpare un outifit?
Beh, se siete delle jewels victims allora non potete non conoscere la raffinata gioielleria di Patrizia Corvaglia, designer, scultrice e maestra d' arte da sempre alla ricerca delle forme che possano tradursi in apoteosi estetica. 
La caratteristica della gioielleria di Patrizia Corvaglia che mi ha più affascinato è l'accostamento di
metalli preziosi a pietre grezze, per arrivare ad una perfetta armonia ed a un equilibrio di calore tra gli elementi assemblati. Le pietre naturali predilette dall’artista si esaltano nella loro bellezza e il metallo prezioso diventa l’estensione della loro natura in un dialogo sempre perfetto, sempre equilibrato, rendendo il gioiello irresistibile punto d’attrazione in estrema sintonia con chi lo indossa. 

In occasione dell’evento ALTAROMA “ROOM SERVICE”, programmato per Sabato 26 e Domenica 27, presso la Suite numero 208 del Marriot Grand Hotel Flora, l'eclettica artista presenterà, oltre alle esclusive e preziose creazioni realizzate in argento e bronzo, una parure denominata Altaroma”:orecchini, un bracciale e un anello, gioielli unici, realizzati in micromodellazione  scultorea e fusione a cera persa, dedicati alla kermesse capitolina.
Room Service”, infatti, per chi non lo sappia, è  il progetto ideato e curato da Simonetta Gianfelici per Altaroma, al quale partecipano nuovi e interessanti creativi, selezionati per la loro capacità di comunicare contemporaneità e per la loro attitudine nel proporre la nuova artigianalità italiana, imperniata sulla ricerca di nuovi materiali e  delle nuove tecniche di realizzazione.

Patrizia Corvaglia: una donna contemporanea, eclettica e originale che 'cambia il senso delle cose' sperimentando nuovi equilibri di forma e materia: un gioiello diventa così quasi una sorta un amuleto che elargisce  appeal e mistero a chi sceglie di indossarlo.

Ecco a voi qualche anticipazione... 
Collana


Anello


Bracciale








lunedì 21 gennaio 2013

'VolerEssere' di Ventura de Gnon: l'eleganza contro la crisi




  Cari lettori, oggi vi presento Antonio Ventura de Gnon, uno stilista di origine salentina, che giovedì 24 Gennaio 2013 alle ore 19 e 30, presso le Officine Farneto a Roma, presenterà VolerEssere, la sua nuova collezione p/e 2013.
Approdato all'Alta Moda nel '90 presentando le sue creazioni sulle passerelle romane nel 2002, lo stilista ha disegnato un abito per rappresentare l'Italia a Londra in una prestigiosa kermesse dedicata ai gioielli e ha creato gli abiti per due Miss Mondo Italia per la finalissima mondiale. Dopo aver disegnato una nuova collezione per la finale nazionale di Miss Mondo nel 2006, è stato anche un costumista Rai e dal 2008 è attivo giornalista di moda per numerose testate nazionali.

VolerEssere, ovvero l'insieme dell'Essere e del Volere, è una collezione che contempla trenta abiti in lino e seta imbevuti nelle tonalità della natura. Tessuti leggeri nelle gradazioni del verde, blu, marrone e grigio che Ventura de Gnon traduce in silhouette morbide sul corpo. 
Lo stilista  proporrà una leggerissima collezione soirée in seta incrostata da micro perle, tulle, taffettà con ricami cornely, voile sfumati e lino. Quest’ultimo è un tessuto inusuale per la sera, ma viene reso prezioso da ricami a micro-paillettes e pizzi vintage, incroci. In passerella immancabili le toilette soirée in nero opaco e lucido; la sposa sarà invece leggiadra nel pizzo in maglia di lino color avorio.
Spesso, nelle sue forme più coraggiose e fortunate, l'Arte s'incontra/scontra anche con il filo spinato di una realtà non propriamente rosea ed è questo il caso di Ventura De Gnon che, i questa stagione troppo lunga di crisi ha scelto di creare abiti trasformabili da giorno a sera con semplici e piccoli gesti. 
E proprio nei momenti difficili che anche il couturier deve aguzzare l’ingegno” – spiega Ventura de Gnon – “Il tessuto dell’abito si può riutilizzare poiché è privo di tagli. Quindi è possibile disfarlo e ricucirlo con facilità: una nuova creazione con tessuto integro prende vita. Questo grazie anche tecniche sartoriali più snelle; i tempi di lavorazione vengono ridotti notevolmente”.
Sagge parole, Antonio: non ci resta che aspettare giovedì per vedere con brama e toccare con mano questo tuo fashion concept filosofico e impegnato tradotto in tagli e colori. 

Una ghiotta occasione per chi nella Moda cerca qualcosa di più di una semplice e fugace tendenza.




Quando la moda fa male.


Cari lettori, buongiorno.
Vorrei cominciare questa settimana con una riflessione triste che ho urgenza di condividere.
So che sarà strano leggere queste considerazioni su un fashion blog, per quanto anomalo sia, ma chiamatela espiazione o esagerazione, non posso esimermi dallo scrivere questo post.
 Ieri sera, dopo aver seguito il servizio delle Iene di Nadia Toffa su un caso di anoressia che porta il nome e il corpo scheletrico di Sara, 24enne suicida dopo essere fuggita per ben due volte ad un Trattamento Sanitario obbligatorio, non ho potuto dimenticare una frase della fragile ragazza intervistata, prima della tragedia.

Nell'elenco dei 'fattori' che l'avevano spinta, dieci anni prima, a rifiutare il cibo, Sara inserisce anche questo: 'A scuola il primo anno non andava bene in classe. Mi sentivo inadeguata, mi sentivo inferiore. Perchè in classe si vestivano con la roba firma Miss Sixty, Lonsdale...Per cui mi sentivo inferiore..'
Questo pezzo dell'intervista, benchè sia stato il meno tragico di tutto il servizio, credo debba essere un monito per chi è convinto che l'essere o non essere alla moda (in un posto di provincia o a New York) sia determinante per accettare una persona nel proprio circuito provocando in lei un senso di inadeguatezza e inferiorità.

 Voglio semplicemente dire che gli 'In & Out' che spesso noi fashion bloggers utilizziamo nei nostri post sono solo le regole di un gioco che si chiama moda
La moda è una favola, fatta di forme e colori che spesso ci raccontiamo, è un'espressione di creatività, è una giostra di idee e business che affascina addetti ai lavori e non .
Ma non può essere una sciabola che taglia fuori persone e sorrisi dalla vita di chi crede di 'detenerla': così diventerebbe solo una crudele e sterile oligarchia di lustrini e paillettes senza luce.


sabato 19 gennaio 2013

Il caffè è democratico? Cosa si nasconde dentro una tazza.



Cari lettori, quanti di voi , almeno una volta nella loro vita, hanno corteggiato un sogno o un progetto davanti ad una tazza di caffè? Quanti di voi, almeno una volta al giorno, non hanno invitato collega, amico, partner (o sperato tale) a prenderne uno? Parliamo del caffè, bevanda ordinaria che non è consumata per dissetare, ma per svegliare la mente, per ‘preparare la bocca’ alla sigaretta,  mantenere la concentrazione e per incontrarsi. 
In Italia cominciò ad essere consumato  all’inizio del Seicento, poi in Francia fino a diffondersi in tutta Europa attraverso veri e propri centri di degustazione. Ma subito questa bevanda nera e amarognola cominciò ad assurgere a connotativo sociale: insieme al tabacco, contraddistingueva lo status benestante della borghesia europea emergente, soprattutto inglese, olandese e francese dove la bevanda diventava  un antidoto all’ozio e alla pigrizia provocate dall’alcool; in queste nazioni si sviluppò una vera e propria poetica sul  caffè,  destinata a divenire già nel Settecento una intramontabile moda.

207389 2001882767940 1269697048 2487204 7123588 n3 277x256 Lintramontabile moda del coffee break

La bottega del caffè o  il Caffè era considerata uno spazio di civiltà, un’isola di sana e raffinata socializzazione da contrapporsi alla turpitudine delle bettole popolari: l’atmosfera era sobria e tranquilla, pregna di disquisizioni politiche, scientifiche, filosofiche  e letterarie. 
Ma cosa è rimasto dei vecchi  Caffè settecenteschi?
 Lo stile è cambiato, la componente fortemente erudita ed intellettuale è svanita con l’ andare dei secoli, ma quella magica associazione del caffè con la chiacchiera riesce a sopravvivere vittoriosa. Prendiamo un caffè? E’ la frase- tipo che introduce  un chiarimento,  una conoscenza, una pausa dalla concitata struttura del quotidiano.

Renoir 208x256 Lintramontabile moda del coffee break

E se si ha sempre meno tempo per fermarsi  ed indugiare, davanti ad una tazzina si corre anche il rischio di perdere una mezz’ora della propria giornata sedendo ad un tavolino e lasciandosi andare al vizio della conversazione. Il caffè, oggi come ieri, è un’occasione, un pretesto di socializzazione per quasi tutti :  anche se divide la popolazione nelle sue varie declinazioni di consumo (c’è chi lo beve  amaro, chi zuccherato, chi macchiato, chi corretto, chi lungo, chi all’americana), esso può considerarsi tuttavia uno dei pochi ‘vizi’ democratici che possiamo concederci: veloce, dietetico e soprattutto…economico!     
 Mi piace pensare che sia anche ‘artistico’ il momento di  siesta che il caffè comunemente rappresenta, in casa o in un qualsiasi bar di sorta: un esempio intramontabile è il dipinto di Pierre Auguste Renoir del 1879 Alla fine della colazione , in cui è rappresentato quel preciso istante che segue il consumo del caffè: due donne elegantemente abbigliate si abbandonano ad un sorriso compiaciuto davanti a due tazze raffinate, mentre l’uomo che le accompagna china su un lato il capo per accendere la sua sigaretta. 
Com’era  nel metafisico scenario del 1879, così è nella ressa verbale e temporale di oggi: una pausa e un sorriso si ritrovano nel  tintinnìo di una tazza che tocca il fondo del suo piattino.

venerdì 18 gennaio 2013

Pronti per... AltaRoma AltaModa 2013?



Buongiorno, cari lettori.

Tra una settimana, dal 26 al 29 gennaio, avrà inizio l'appuntamento della Capitale con l'Altamoda e Fashion Break, come sempre, sarà lì per voi a curiosare sulle novità più glamour o più trash delle sfilate. 
Il Complesso di S.Spirito in Sassia, come prevedibile, si conferma anche quest'anno la location ufficiale del catwalk di AltaRoma AltaModa e accoglierà stilisti fedelissimi tra cui Balestra, Mahfouz, Gattinoni, Curiel, Nino Lettieri , Camillo Bona, Curti, Molaro, i tre stilisti di Made in Who Is On Next: Marco Bologna, San Andrea Milano e Suzanne Susceptile e la guest designer Stella Jean da cui mi aspetto una collezione suprema, come il suo inconfondibile stile.

E non dimentichiamo gli Special Project che da sempre rappresentano il terreno più fertile per vere innovazioni 'meta-modaiole' di questo attesissimo Fashion Show: Room Service, Lodental, Elsa Shocking, Limited/Unlimited, Bespoke Tour, Be Blue Be Balestra. 
Per ci volesse spulciare  il calendario (ancora provvisorio) di Altaroma, ecco il link:
http://www.altaroma.it/dati/Utente/Gennaio2013/Calendario_Gen2013.pdf


Pertanto, miei fedeli ed arguti lettori, restate sintonizzati su questo blog e non perdetevi il mio reportage su questo evento dell' Haute Couture di cui io, con cura, vi svelerò il 'bello, il brutto e il cattivo'! 

Annalisa Sofia Parente