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sabato 1 giugno 2013

Gusto,arte e glam all' Opening Dinner "Barcaccia" in Piazza di Spagna



Carissime amiche di Fashion Art Break,

come vi avevo preannunciato sulla pagina fb di FashionArtBreak, ieri sera sono stata invitata ad una serata tres chic per celebrare il grande ritorno di una delle location più prestigiose di Roma, il ristorante "Barcaccia". In piena Piazza di Spagna con un'impareggiabile vista sulla scalinata di Trinità dei Monti, "Barcaccia" si ripropone ai suoi ospiti completamente rinnovata negli spazi, senza alterare in nessun modo il fascino del luogo, strettamente legato alla storia della Capitale.
Insieme ad un red carpet di tutto rispetto formato da giornalisti della moda (e non solo),  figure istituzionali, artisti e personaggi dello spettacolo, a rendere la serata speciale è stato il percorso enogastronomico che ha condotto i nostri palati alla scoperta dei sapori tradizionali rivisitati dallo Chef Roberto Agostini.
Immaginate una buongustaia come me quanto abbia gradito questo connubio di eleganza e sapore!


Ad accompagnare questo Gran Gala dinner è stata la mostra fotografica "Ieri, oggi e domani...ROMA" curata dal fotografo Giorgio De Camillis che ci ha mostrato quattro lenti attraverso cui guardare Roma: arte, musica, cinema e moda nonché la presenza della "Casa Internazionale delle Donne" che ha ricevuto  un contributo dal Ristorante "Barcaccia" per finanziare il progetto "No More!", la Convenzione contro la violenza maschile sulle donne –femminicidio.
Ma adesso parliamo di look
Costretta a tenere ancora serbati nell’armadio i miei vestiti più colorati ed estivi per questo meteo irritante, ieri sera ho optato per un elegante total black, con qualche riflesso scintillante silver  .
Pantaloni gessati, maglia con ampio scollo sulla schiena, tacco 12 , bracciali e orecchini chandelier by Ottaviani Jewels, tracolla vintage nera che è uno splendido cadeau di Vintachic Roma e smalto Essence silver glitterato. Ovviamente sono ritornata, dopo un po’ di tempo, al mio grasso grosso chignon ;-)
Care amiche di Fashion Art Break, sperando di postarvi un  prossimo articolo con un outfit leggerissimo  e coloratissimo, vi invito a fare una capatina al Ristorante “Barcaccia” , ideale per il lunch, per l'aperitivo e per una cena romantica o di lavoro. 
Un locale storico che riscopre il suo lustro nel design e nel cibo...senza alterare la tradizione!






sabato 16 marzo 2013

Le travolgenti Visioni della giovane Alysa 'sulla strada per Roma'



<... Se io ti aspettassi con ansia, tu mi troveresti?
Se ti fermassi davanti a me tu mi riconosceresti?
Se dal mio cuore fuoriuscisse un gemito, tu lo udiresti?
Se io fossi in un angolo, gemendo o piangendo,
Umilmente senza nient'altro che il mio corpo nudo, mi accetteresti?...>

 Vernissage della mostra “Sulla Strada per Roma – Road to Rome” della giovane artista cinese Byngyuan Lu (Alysa), inaugurata ieri sera presso gli spazi dell’ Associazione Culturale TRAleVOLTE di Piazza di Porta San Giovanni  a Roma. 
Con piacevolissima sorpresa noto che molti volti del mondo della comunicazione moda stanno godendo con sincera attenzione di un'occasione di arte fresca, nuova ed internazionale come questa.
Byngyuan Lu, parca protagonista della serata,  ha lo sguardo severo e inibito di chi con parole e colori ha raccontato guizzi folgoranti di vent'anni di interiorità, verdi e amari come agrumi profumatissimi.
Tra una folla di giornalisti, ospiti e fotografi, i suoi occhi orientali sembrano essere un memento a guardare oltre il flash di fotografie e oltre il vetro dei calici di rosso per fermare lo sguardo su quelle pareti a cortina su cui sono esposte le sue 31 opere pittoriche. 


Una volta che gli occhi di noi ospiti son riusciti a cogliere quel messaggio di geniale comunicatività, ecco che si ritrovano perduti in una affascinante ermeneutica del colore: tinte forti per provocare oppure tenui e stemperati - fino a lasciar quasi intravedere la tela - per stimolare lo spettatore. Il rosso e il nero così assurgono a simbolo della fecondità e della rigenerazione mentre il bianco diventa simbolo purissimo e accecante di luce, di catarsi, di purificazione.
In un alternarsi di luci ed ombre, l'artista racconta il mondo che la circonda utilizzando le immagini come memorie che si susseguono in sequenze di pellicola: è l’epifania della realtà che svela; è un ragionare in forma poetica sugli eventi; è ansia di realizzazione; è timore di non riuscire. E’ agonia di sentimenti che gli altri non sono in grado di comprendere. 
Infatti le pennellate materiche e decise dell'artista cinese sono prive di contorni e finiture e rappresentano figure definite solo nei tratti essenziali.
Perché solo un animo giovane che si è da poco affacciato alla vita dei Grandi e dei grandi Eventi può percepire l'indefinitezza schiacciante, opprimente e disorientante di un futuro che sembra diluirsi nella speranza 'di quello che potrebbe essere' e nel timore 'di quello che forse non sarà'.

Cari lettori,  ieri sera, davanti a quelle 31 finestre su un mondo dei corridoi dell'anima e delle strade del mondo di Byngyuan Lu , mi sono ritrovata anch'io, "in un angolo, gemente e piangente, umilmente senza nient'altro che il mio corpo nudo, a chiedermi se il calendario incerto del Domani della mia/nostra generazione, mi accetterà.




L’evento - curato da Giorgio Spoto - rientra nel ciclo Babele 2013, il ricco programma di manifestazioni culturali ed artistiche con lo scopo di creare un ponte tra Italia e Cina e promuovere i giovani artisti.
La mostra - organizzata da Raffaella Giuliani e Cecilia Felici in collaborazione con la artistic supervisor Mirella Rodriguez – si potrà visitare fino al 30 marzo  presso gli spazi dell’ Associazione Culturale TRAleVOLTE di Piazza di Porta San Giovanni 10 a Roma.

giovedì 28 febbraio 2013

Aprirsi al mondo con l'Informale.Suggestioni artistiche al Macro.




Carissimi lettori, 
sono reduce orgogliosissima di una maratona d'arte al Macro Museum di Roma dove ieri sera sono state inaugurate due mostre di straordinaria ispirazione.
Una di queste è quella dedicata a Vasco Bendini (Bologna, 1922), uno dei pionieri dell’informale italiano, di cui ci viene presentata una selezione di opere realizzate in soli due anni:1966 e 1967, cruciali per l’arte italiana e per il percorso dell’artista: Come è (1966), La Scatola U (1966), il dittico del 1967Quadro per Momi (La mano), il trittico La mano di Vasco (1967) e Cabina solare (1967).
Proprio nel 1966 infatti l'artista cercò di raccontare la propria vicenda esistenziale uscendo dai limiti della tela  e portando avanti con ludica ironia una riflessione purificatrice sui mezzi, sugli strumenti e sulle potenzialità della pittura messi a nudo in molte opere di quel periodo: la tela, il telaio, i guanti di plastica e le spatole.
Di queste opere riporto quelle che mi hanno più conquistata: “La Scatola U”, ovvero il punto zero di questo ascetico mettersi a nudo tramite gli oggetti quotidiani, la cui emblematica e familiare banalità è testimoniata proprio dalla scatola con la scritta UNIOM, relativa ad una stufa a cherosene e “Quadro per Momi”che  si apre come un libro pur conservando la memoria della presenza del quadro ed è l’aspirazione al dialogo fra le mani dell’artista e quelle del critico, con chiaro riferimento al rapporto intellettuale che legava Bendini a Francesco Arcangeli, soprannominato Momi. 

La Scatola U

Quadro per Momi


Come afferma Gabriele Simongini chi entra in contatto con queste opere non è coinvolto in un “happening”, ma è sottoposto ad un’azione di choc, ad una reazione di scontro, di ripulsa e di raptus, di giudizio infine". Esattamente quello che ho provato io.
Come già vi ho anticipato, ieri sera al MACRO è stata inaugurata anche la mostra FOTO DI GRUPPO. Galleria Pieroni, Zerynthia, RAM: 1970-2013, dedicata alla vicenda della Galleria Pieroni e alle sue successive metamorfosi negli spazi e nelle iniziative di Zerynthia e RAM radioartemobile.
L’esposizione, attraverso una selezione di opere significative di più di cinquanta artisti contemporanei e decine di documenti perlopiù inediti – disegni, fotografie, pubblicazioni, registrazioni audio e video –, ricostruisce criticamente l’intero arco dell’attività di una delle presenze più originali e significative nel panorama dell’arte più recente. Trattasi dell’attività di Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier che dal 1970 a oggi,  rappresenta un punto di riferimento per la comunità artistica italiana e internazionale.

 'Rosso di Carla Accardi, vernice su sicofoil del 1974
 A Stone Bra for the Versus de Milo' di Jimmie Durham del 1998 


Anche di queste opere in mostra vi posterò quelle che mi hanno trattenuta per più tempo a pensare, a riflettere e, perchè no, anche a divertirmi, corroborando la mia tesi secondo la quale se anche la #modabella si affacciasse di più al panorama artistico passato o contemporaneo, potrebbe proporre elementi finalmente di grande calore concettuale, oltre che estetico, senza ridursi a banali imitazioni idolatriche di miti del passato o estemporanee e vuote ricerche dello 'stupore a tutti i costi'.

Se sono riuscita ad incuriosirvi almeno un po' avete tempo fino al 5 maggio per dedicarvi del tempo prezioso con una di queste mostre al Macro di Via Nizza

Art is fashion, più di un paio di scarpe omologanti all'ultima moda!