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martedì 18 giugno 2013

Elastico per capelli: siete d'accordo con Carrie Bradshaw?


Buongiorno, carissime amiche di Fashion Art Break!


Ieri sera, dopo uno zapping frustrante, comodamente sdraiata sul mio divano bianco, ho scelto di rivedere una puntata a caso della favolosa serie di Sex and The City. Beh, a parte i look favolosi e l'ironia disarmante che riescono ad allietare le mie #seratefashioNO (chiamerò così quelle sere in cui hai voglia solo di canotta, pigiama a quadri e infradito), mi sono soffermata su un passaggio bene preciso, quello in cui Carrie riesce a capire che una donna non è newyorkese semplicemente perchè porta tra i capelli un... elastico di stoffa!
Sì, amiche mie. Li ricordate in testa alle nostre madri nel terribile decennio 80-90s, ancora oggi sopravvissuti sulla testa di qualche nonna bon ton demodé, di qualche Prof agée o di qualche sparuta turista?
Era ed è un classico: capello un po' vaporoso con frangettone o ciuffone raccolto in una coda (bassa, nel migliore dei casi); quando poi siamo davvero sfortunate, possiamo imbatterci invece in mezze code, stile fontanella, che provocano un tuffo nelle serie tv americane anni 80 e anche un tuffo al cuore, #confessiamolo!
Ebbene, dopo questa manfrina sull'old style elastico di stoffa per capelli,  vi confesso - per chi non lo avesse ancora saputo- che è tornato di moda! 
Già nella sfilata p/e 2012- 2013 di Ashish, abbiamo visto in passerella originali e divertenti elastici per capelli (glitterati, con fiocco e coloratissimi) a legare in modo disinvolto e originale grossi chignon apparentemente malfatti. Devo dire che il risultato mi è parso davvero interessante e so che lo sperimenterò presto ;-)
 Se volete osare anche voi con questo hair style decisamente vintage, allora potete dare un'occhiata alla sezione accessori di American Apparel che propone svariati elastici di diversa fantasia.
 Oppure, amiche mie, bastano scampoli di stoffa, un elastico e un po' di pazienza per farne quanti ne volete!

Buon lavoro

Besos






lunedì 3 giugno 2013

La fede nuziale è fashion!


Carissime lettrici di Fashion Art Break,
oggi parleremo di... matrimonio! Ebbene sì, l'argomento è delicato e sicuramente ognuna di voi avrà un'idea molto personale in merito...
Ho scelto di parlare di matrimonio perché spesso mi ritrovo dinanzi a facce sbigottite, esterrefatte, allucinate quando rivelo di essere una 28enne sposata o quando lo si evince dal mio anulare sinistro.
Sì, ho 28 anni e sono sposata (in realtà ho detto il mio l'anno scorso). Felicemente, aggiungerei. Almeno per ora, aggiungerei anche (per pura scaramanzia, s'intende). E per quelle conoscenti, amiche o colleghe che alla parola 'matrimonio' sono affette da morbillo, panico e pruriti vorrei spiegare che esso è la tomba dell'amore (e della propria esistenza) solo se non si ha accanto la persona giusta.
La mia vita da donna sposata è cambiata. Decisamente in meglio. Da un punto di vista professionale, conservando la massima autonomia nel gestire le mie scelte, ora ho un' altra vittima (oltre me stessa e le mie amiche) da stressare in quelle giornate da Saturno contro. Per tutto il resto il mio Mr Big è il completamento di ogni risata, follia, scoperta e magia che incontro in questa mia avventura. 
La singletudine ad oltranza, quando non è una scelta ben ponderata e voluta, spesso diventa una protezione rispetto al mondo <di chi ha scelto la condivisione senza rinunciare alla personalità> e spesso questo atteggiamento può diventare stucchevole e noioso, oltre che patetico.


I per sempre sono difficili, coraggiosi, rischiosi, ma mai noiosi. Nella serenità di un amore che ti sconvolge il cuore senza però distruggerlo si compiono i più grandi miracoli della vita. E poi... chi ha detto che, oltre ad essere romantico, il matrimonio non possa essere anche irresistibilmente Fashion?
Parlando di wedding fashion, infatti, non possiamo non prescindere da un accessorio sempre alla moda e adatto ad ogni outifit di sorta, dal pigiamone over size del mattino all'abito lungo di un Gran Gala: la fede
Va molto di moda quella bicolor, tricolor, in oro bianco, platino e con brillantino incastonato (costosissima!); per la forma si può scegliere tra le più popolari: classica (tonda e smussata), la francesina (più sottile e leggermente bombata) o la mantovana (alta e piatta), l'etrusca (piatta e decorata con scritte beneauguranti)...
Io ho scelto una fede sottile, quadrata e in oro giallo. Essenziale, semplice, ma non del tutto convenzionale, interpretando questo simbolo come espressione di una storia d'amore costruita su piccoli gesti, magie quotidiane ed emozioni domestiche vissute tra viaggi, cenette a casa, tavolate con amici, passeggiate sulla spiaggia, pizze a mezzanotte e commenti sul divano dinanzi alla tribuna politica o al talent show di turno.

E voi...quale fede e quale amore avete scelto o sceglierete? 

Baci,
la vostra innamoratissima e sposatissima Sofie.

sabato 1 giugno 2013

Gusto,arte e glam all' Opening Dinner "Barcaccia" in Piazza di Spagna



Carissime amiche di Fashion Art Break,

come vi avevo preannunciato sulla pagina fb di FashionArtBreak, ieri sera sono stata invitata ad una serata tres chic per celebrare il grande ritorno di una delle location più prestigiose di Roma, il ristorante "Barcaccia". In piena Piazza di Spagna con un'impareggiabile vista sulla scalinata di Trinità dei Monti, "Barcaccia" si ripropone ai suoi ospiti completamente rinnovata negli spazi, senza alterare in nessun modo il fascino del luogo, strettamente legato alla storia della Capitale.
Insieme ad un red carpet di tutto rispetto formato da giornalisti della moda (e non solo),  figure istituzionali, artisti e personaggi dello spettacolo, a rendere la serata speciale è stato il percorso enogastronomico che ha condotto i nostri palati alla scoperta dei sapori tradizionali rivisitati dallo Chef Roberto Agostini.
Immaginate una buongustaia come me quanto abbia gradito questo connubio di eleganza e sapore!


Ad accompagnare questo Gran Gala dinner è stata la mostra fotografica "Ieri, oggi e domani...ROMA" curata dal fotografo Giorgio De Camillis che ci ha mostrato quattro lenti attraverso cui guardare Roma: arte, musica, cinema e moda nonché la presenza della "Casa Internazionale delle Donne" che ha ricevuto  un contributo dal Ristorante "Barcaccia" per finanziare il progetto "No More!", la Convenzione contro la violenza maschile sulle donne –femminicidio.
Ma adesso parliamo di look
Costretta a tenere ancora serbati nell’armadio i miei vestiti più colorati ed estivi per questo meteo irritante, ieri sera ho optato per un elegante total black, con qualche riflesso scintillante silver  .
Pantaloni gessati, maglia con ampio scollo sulla schiena, tacco 12 , bracciali e orecchini chandelier by Ottaviani Jewels, tracolla vintage nera che è uno splendido cadeau di Vintachic Roma e smalto Essence silver glitterato. Ovviamente sono ritornata, dopo un po’ di tempo, al mio grasso grosso chignon ;-)
Care amiche di Fashion Art Break, sperando di postarvi un  prossimo articolo con un outfit leggerissimo  e coloratissimo, vi invito a fare una capatina al Ristorante “Barcaccia” , ideale per il lunch, per l'aperitivo e per una cena romantica o di lavoro. 
Un locale storico che riscopre il suo lustro nel design e nel cibo...senza alterare la tradizione!






venerdì 31 maggio 2013

Il silenzio della Turchia. La mia esperienza di viaggio.


Carissime lettrici di Fashion Art Break,

nei giorni scorsi avrete sicuramente sentito parlare della Convenzione di Istanbul che rappresenta il primo strumento di diritto internazionale legalmente vincolante che «crea un quadro giuridico di riferimento completo per combattere la violenza contro le donne», focalizzando la sua attenzione sulla prevenzione della violenza domestica, la protezione delle vittime e la persecuzione dei rei. 
Ebbene, anche  se la Convenzione non sarà esecutiva fino a quando non sarà firmata da almeno dieci Stati di cui otto devono essere membri del Consiglio d’Europa, è una esigenza che se ne parli, se non altro per dimostrare a tante vittime silenti che il mondo è almeno consapevole della loro esistenza.
Se anche nella emancipata (?) Italia esiste una percentuale raccapricciante di violenza sulle donne e di femminicidio, nella splendida terra di cui Istanbul è capitale  la condizione reale delle donne presso l'istituzione della famiglia non ha previsto uguaglianza adeguata fra gli uomini e le donne. Ancora oggi, il marito è il capo della famiglia indiscusso e prevaricatore.
Generalizzare sia nella demonizzazione che nella idealizzazione è sempre un'operazione fallace, tuttavia oggi voglio raccontarvi alcuni sprazzi della mia esperienza in Turchia che mi ha lasciato dentro un segno forte, scatenando una serie di riflessioni e rigurgiti femministi.
La Turchia è una terra bellissima e solo in parte per la sua carica estetica.
La sua forza è nel misticismo che s'insinua tra i lembi di nuvole al tramonto, nei richiami alla preghiera che si levano dai minareti, tra le polveri delle spezie, nel lezzo di alcuni mercati popolari e nello sguardo schivo dei passanti.
Scesa dalla nave col mio vestitino a fiori blu, presi un taxi a Izmir e cominciai a comunicare (Dio sa solo come) con il tassista che conosceva 3 parole d'italiano e mezza d'inglese. 
Tra gesti e sguardi lui capì che avrei voluto visitare una moschea. Quella più piccola e  più indifesa dall'assalto dei turisti. Fu così che mi ritrovai davanti a donne col capo coperto da foulard che mi invitarono a coprire i piedi e il capo con indumenti salvifici che avevano lì a disposizione. 


L'odore era quasi nauseabondo, lo ammetto. Eppure per me fu un privilegio entrare nel loro silenzio e lasciarmi trascinare, inconsapevole, da preghiere incomprensibili per lingua e silenzio. Lì pregai il mio Dio, come non avevo fatto mai in una chiesa cattolica e aspettai che la luce esterna filtrasse nella moschea fino ai miei occhi prima di alzarmi e uscire fuori per lanciarmi nel caos.
La tappa successiva sarebbe stata il mercato di Izmir: poco coreografico, tanto popolare.
Accesi la mia sigaretta con disinvoltura, mentre il tassista mi seguiva, da cicerone, consapevole di un guadagno extra. Camminavo e non vedevo donne, se non venditrici avvolte in stoffe nere. Di uomini, invece, ce n'erano a iosa. Alcuni oziavano su sedie di plastica tra i sentieri del mercato, altri ancora vendevano ninnoli, spezie, cozze e grossi taralli irresistibili.


I loro sguardi erano fissi su di me, ma cominciai ad accorgermene dopo un po' di tempo. Quando guardai il tassista/cicerone per chiedergli, con un solo cenno, il motivo di quell'interesse cupo, lui mi indico le spalle e la sigaretta. Avevo sfidato il loro pudore. Li avevo offesi e, cosa ancor peggiore, avevo offeso le poche donne che subivano la mia vista.
Buttai la sigaretta e, un po' stranita, continuai a fare il mio shopping, innamorata di ciotole dipinte a mano,  sciarpe, pantaloni ampi, lampade e spezie
Poi, afflitta dal caldo e dalla sete, chiesi al cicerone turco dove poter bere una birra ghiacciata. Lui non rispose. Lo chiesi ancora, non risparmiandomi in gesti e goffe traduzioni inglesi. Lui non rispose. Al mio terzo tentativo prese il suo smartphone, scrisse una frase e lasciò che il traduttore elettronico me la consegnasse comprensibile in un divertente italiano. In realtà di divertente non c'era proprio nulla. Ancora un'altra mia gaffe. Ancora una mia onta alla loro cultura.
 Non è buono che una donna bere birra
Messaggio ricevuto.
Non ho mai avuto consapevolezza di essere una donna come quel giorno.






mercoledì 22 maggio 2013

Io sogno l'estate con indosso un costume di J'adore Lipstick!


Carissime lettrici di Fashion Art Break,
questo post è dedicato ad una promettente designer di J'adore Lipstick, il brand beachwear di Francesca Persico che lo scorso venerdì ha presentato la sua divertentissima e delicatissima summer collection 2013 presso il Tender Jap One di Napoli.

Come già ho scritto sulla pagina fb di Fashion Art Break (https://www.facebook.com/pages/Fashion-Art-Break/269543329762577?fref=ts), ho ricevuto uno splendido cadeau by J'adore Lipstick che indosserò non appena questa estate arriverà!
Vi svelo solo che è lilla, semplice ma elegantissimo e adatto anche ad una donna curvy come me ;-)



Francesca Persico




sabato 4 maggio 2013

Moda, estate e fragole con...Silvian Heach!



Buon sabato pomeriggio di sole, carissime lettrici di Fashion Art Break!

Questo post è dedicato ad un Fashion Aperitif  a base di frutta e bollicine (la prova costume incombe) cui ho partecipato ieri pomeriggio.
Dove? Nel corner Silvian Heach della Rinascente in Galleria Alberto Sordi dove ad accoglierci è stato il volto della Comunicazione&Marketing del brand, Gianfranco Vitale, insieme a Miss Italia Giusy Buscemi in total look Silvian Heach.
Anche io non ho potuto non indossare, con immensa gioia, due dei tanti cadeaux firmati Silvian Heach: i sandali coloratissimi in paglia e una mini bag dal gusto vintage con chiusura dorata a scatto; il tutto ha corredato un outfit un po' retrò: camicetta con fiori stilizzati, una gonna ampia al ginocchio (entrambi acquisti di mercatino usato dal costo di 1, 50 euro caduno), smalto glicine di Essence e collana silver Accessorize
Fra scatti, prove abiti e divertenti scambi punti di vista tra bloggers, ho già puntato i miei due prossimi capi per questa estate 2013...ovviamente by Silvian Heach (poi ve li mostrerò ;-)

Un po' di fotine e... vi lascio al sole ;-)

Gianfranco Vitale


Martina D'Ermo




lunedì 29 aprile 2013

Quei gioielli che nascono dalle macerie di un terremoto, dalla lava del Vesuvio e dalle reti dei pescatori. Maria Benedetta Bossi.



Carissime lettrici di Fashion Art Break, 
oggi voglio parlarvi di una professionista ed artista di grande spessore. E’ difficile incontrare persone tanto eclettiche, brillanti e con un mondo meraviglioso dentro da esternare con fiumi di parole e certosini atti creativi. Sto parlando di Maria Benedetta Bossi, un architetto italo argentino che vive a lavora a Napoli e si occupa del consolidamento di edifici storici e monumentali danneggiati da sisma. 
Apparentemente un argomento lontanissimo da quello che può interessare una fashion art blogger, ma ciò che Benedetta è e ciò che fa, si riflette inevitabilmente in splendidi gioielli. Nel 2009 la nostra artista si trasferì all’Aquila per via del terremoto e in quella città dilaniata è rimasta circa tre anni.
Il suo lavoro all’Aquila si è riversato in una apprezzatissima  mostra fotografica nel Palazzo Reale di Napoli e in due pubblicazioni, una delle quali riguardante l’importante intervento di consolidamento della cupola della Basilica di San Bernardino da Siena.
Sedute a via Barberini davanti ad un caffè (con noi napoletane non poteva essere altrimenti), le ho chiesto di parlarmi del percorso che dall’architettura l’ha portata alla creazione di gioielli…


Posso dire che tutto è nato per gioco, per caso… Però le cose non accadono mai per caso (cosa di cui sono fermamente convinta) e improvvisamente, circa sette anni fa,  mi sono trovata ad esporre le mie creazioni a Napoli, prima in una piccola galleria d’arte, il Penguin Cafè, successivamente nello showroom di Poltrona Frau.
I gioielli, i bijoux, i monili, gli ornamenti in genere mi hanno sempre affascinata, vuoi per le loro strutture, vuoi per la molteplicità praticamente infinita di materiali con cui essi stessi possono essere realizzati, vuoi per le cromie di alcune pietre.  Quando poi ho “scoperto” di poter realizzare alcuni oggetti da sola non mi sono più fermata (professione da architetto permettendo). In questi anni ho prodotto cose molto diverse, ma mentirei nel dire che ho una fonte d’ispirazione ben precisa.

Ovviamente, ritrovandomi ad intervistare un’artista architetto, non ho potuto non chiedere a Benedetta se c’è una corrente artistica o un periodo storico che assurgono a sue fonti  d’ispirazione…

Sicuramente ci sono dei periodi storici e delle correnti artistiche che in qualche modo influenzano il mio lavoro, mi riferisco ad esempio al barocco, all’Art Nouveau ma allo stesso tempo l’influenza può arrivare dal mio Vesuvio, dal golfo con il suo mare dai colori sempre diversi, dalla geometria e dalle strutture. Può apparire banale, ma il viaggiare e conoscere usanze e costumi diversi dai propri, non può non stimolare la creatività. E così si attinge da ciò che è la vita comune, in tutte le sue sfaccettature, per creare oggetti nuovi. In questo modo vengono fuori abbinamenti forse azzardati, nelle forme, nei materiali, nei colori, ma che riescono a trovare una loro armonia. Ciò permette di spaziare veramente senza chiedersi o porsi limiti nell’accostare un materiale “nobile” ad un materiale “povero”.






Maria Benedetta infatti utilizza, nella creazione delle sue piccole opere d’arte indossabili, le pietre dure, il legno, le resine, il vetro, i cristalli, il feltro, le perle, l’argento, il corno e la pelle che vengono mixati sempre in mille combinazioni assolutamente diverse e uniche , rendendo molto difficile la copia pedissequa di un suo gioiello. Infatti Benedetta  ama conservare questa veste artigianale e di unicità perché ha un desiderio (proprio dei creativi) di non fermarsi ad una forma o ad una combinazione, ma di sperimentarne sempre nuove e all’avanguardia rispetto alle sue precedenti capsule collection.

Perché ogni sua collana, ogni suo bracciale, ogni suo orecchino rimanda ad un universo concettuale o reale che le appartiene o che le è appartenuto, anche solo per pochi istanti.
Un esempio di questa carica semantica che rende i suoi jewels ancora più preziosi è la riproduzione manuale dello sgretolamento di edifici e di intere esistenze in seguito al terremoto all’Aquila.
Benedetta racconta infatti che, non appena apprese la notizia tragica della sciagura aquilana attraverso news e immagini angoscianti, il suo primo istinto fu quello di prendere i suoi ‘attrezzi’ e di realizzare dei gioielli che riflettessero quella idea di sgretolamento, frammentarietà, ma anche di speranza in una ricostruzione di case e anime.
Nascono così questi esemplari in cui più pezzi (di pelle) si uniscono, pur lasciando evidente una separazione fisica: in questo modo essi sono perfettamente in grado di raccontare un messaggio di speranza che può e deve seguire la disperazione di un crollo totalizzante.




Come non mi stancherò mai di ripetere, la Moda e l’Arte trascendono le effimere tendenze che a volte si rivelano dei simulacri vuoti: esse vanno oltre. E questo Oltre è un luogo misconosciuto, ma reale, dove forma, cuore e pensiero convivono in un sussulto irresistibile.

venerdì 19 aprile 2013

'Vestiti di stile' con I MURR!


Carissime lettrici,

oggi vi racconto di un pomeriggio romano trascorso con I Murr, i famosi coniugi esperti di Image Consulting che hanno presentato in questa tappa a Roma il loro libro 'Vestiti con stile' presso la Wonderfool Spa a via dei Banchi Nuovi, un concept store del benessere e dello stile unico nel suo genere!
A moderare l'incontro è stata Maria Elena Capitanio, fashion editor, ufficio stampa e docente di fashion communication allo Ied, mentre il Dj set è stato curato da Floriana Serani, designer e fashion blogger.
Ma veniamo al libro...Edito da Kowalski, 'Vestiti con stile' riassume la ormai ventennale esperienza di Antonio e Roberta Murr: un manuale che insegna come migliorare e sapersi valorizzare. Ma anche come guardare “con occhi diversi” a se stesse e al proprio guardaroba. Un libro che fa avverare il sogno di ogni donna: avere un proprio personal stylist sempre a portata di mano!

Non esistono donne brutte ma solo donne pigre usava ripetere Elizabeth Arden, una che di bellezza e stile decisamente se ne intendeva. Facendo loro questa massima, Roberta e Antonio Murr, famosissimi ed eclettici esperti di tendenze e di moda, ci svelano i loro segreti per conquistare classe e bellezza.
L’obiettivo del tour, oltre a promuovere il libro, sarà quello di diffondere un messaggio di bellezza autentica che parte da dentro per manifestarsi poi fuori: è l’outfit, insieme ad un hairstyling appropriato ed un make up che enfatizzi il viso, che fanno il monaco... Grazie ai consigli di Antonio e Roberta, ma anche grazie all’utilizzo dei prodotti giusti, vestiti, accessori, trucco,ecc, ogni donna può scoprire la propria bellezza ed ottenere risultati “magici”.


Inseparabili e insostituibili compagni di viaggio di Antonio e Roberta sono state le valigie Samsonite della linea “Cosmolite”, ultra leggere, resistenti e dalle forme accattivanti, i prodotti Testanera, preziosi alleati per l’hair care quotidiano e gli hairstyles impeccabili di Roberta. Ai suoi piedi, poi, accessorio immancabile  le scarpe della collezione Spring 2013 “Precious Woman” di Greymer, brand Made in Italy dal sapore new chic. Entrambi i coniugi MURR, amanti da sempre di borse e clutch, si porteranno in tour le borse di Savas Milano, frutto della creatività del designer svedese Rasmus Ringberg, che unisce ad un mood essenziale, minimalista e elegante, tipicamente nordico, la qualità della manifattura italiana.


Ogni donna ama essere coccolata con una guida di esperti che possa insegnarle, passo dopo passo, come valorizzarsi e apparire elegante e sicura di sè in ogni contesto. Io personalmente credo che l'aspetto fondamentale che ogni donna e ogni uomo ancora in cerca del proprio stile debbano sempre tener presente è  la sensazione di benessere e di agio che un outfit può garantirci.
'Sentirsi bene nei propri pann'i non significa essere alla moda, ma utilizzarla per comunicare al mondo quello che siamo. A volte, basta anche solo un accessorio per raccontare un universo intero che ci portiamo dentro.


mercoledì 17 aprile 2013

Buon compleanno, Giada!



Carissime lettrici,
questo post è dedicato ad una giovane ma già affermata stilista haute couture: Giada Curti che è riuscita a 'svecchiare' il mondo dell'Altamoda con uno stile elegante e impeccabile, ma infinitamente moderno e fresco.
La sua moda, espressione sublime del Made in Italy, ha affascinato anche realtà lontanissime come  Mosca, Dubai (e non solo) ed esprime in pieno una sintesi vincente di romanticismo e personalità.
Oggi Giada festeggia il suo compleanno e non potevo non dedicarle, in qualità di sua 'fan' e fashion blogger, un augurio su Fashion Art Break!

Se volete entrare nel suo mondo magico, basta cliccare su http://www.giadacurti.it, anche se vivere una favola respirando l'aria del suo Atelier a piazza di Spagna-Rampa Mignanelli è davvero un'esperienza indimenticabile!


martedì 9 aprile 2013

Echi Eco chic!

Carissimi lettori,
ecco a voi un post in cui vi racconterò con immagini lo 'Slow Fashion Show' con Silente e Caracol al RistoraArte Margutta. L'aperitivo eco chic ha riscosso un grande successo grazie alla bellezza del concept e delle creazioni delle due designer Francesca Iaconisi ed Eleonora Battaggia, alla proprietaria del Margutta Tina Vannini, al direttore creativo Isabelle Grabau e naturalmente alla presenza di tutti voi, cari lettori e  di tanti altri amici e colleghi giornalisti, fashion bloggers e stilisti...

Cominciamo dalle foto del fitting che ha avuto luogo presso il" B&B Gelsomino"di Stefania Taruffi, una incantevole Maison de charme a due passi da San Pietro. Abiti incantevoli e fiabeschi, bijoux d'autore coloratissimi, caffè e poltrone, ninnoli e atmosfera poeticamente retrò del B&B e sono volate ben quattro ore  di adrenalina pura...







Il momento concitato del Make Up si è svolto nel backstage del Margutta. 
Iolanda Clementino con la sua assistente Emanuela di Dio  insieme alla eclettica beauty blogger ('Beauty a portar via) Simona Aversa hanno curato il Make Up delle cinque testimonial di eccezione che hanno indossato gli outfit Silente&Caracol: Ilaria Sequino (consulente aziendale e attrice teatrale), Martina D'Ermo (fashion blogger per Fashion Files), Federica Pasculli (fashion stylist), Valeria Oppenheimer (conduttrice e autrice de 'Le conseguenze della moda') e Carmia De Ninnis (architetto olistico di Architerica).





E poi... eccoci nel pieno dello Slow Fashion Show!

foto di Massimiliano Capo

foto di Massimiliano Capo

foto di Javier Salgado

foto di Javier Salgado

foto di Javier Salgado

foto di Javier Salgado

Un ringraziamento speciale alla mia socia e collega Cinzia Colella e... al prossimo evento di SC#communication!

Be different, be green!!!

giovedì 4 aprile 2013

Silente, Caracol e Il Margutta: una triade eco chic irresistibile!


Buon pomeriggio, cari lettori e care lettrici!

Oggi voglio preannunciarvi un evento speciale di moda, food e lifestyle che io e la mia collega Cinzia abbiamo organizzato presso il Margutta RistorArte per il prossimo 7 aprile.

Durante il Green Aperitif del Margutta avrà luogo uno ‘Slow Fashion Show’ in cui ecosostenibilità e femminilità confluiranno in un unico ed innovativo concept con la presentazione della capsule collection della eco-label Silente di Francesca Iaconisi.
Gli abiti Silente sono pezzi unici, dalle forme morbide, avvolgenti e dal gusto fiabesco e romantico, studiati per una donna non convenzionale, lontana dagli schemi e dai tempi concitati della fashion addiction. Il taglio Silente accoglie il corpo e non lo costringe in pose patinate. 
Gli outfit saranno rifiniti dai bijoux d’autore di Caracol, il marchio - nonché progetto creativo - di Eleonora Battaggia: ornamenti eco-contemporanei, realizzati con materiali di riciclo o di recupero per un look fresco, originale e consapevolmente ethical chic. 
Il carattere artigianale delle loro produzioni, oltre a garantire qualità e cura dei dettagli, assicura a chi li sceglie dei capi esclusivi a ridotto impatto ambientale.






Ma c'è ancora un'altra novità...
Ebbene, le creazioni saranno indossate da splendide testimonial nel campo della comunicazione e della moda: Valeria Oppenheimer (fashion writer, conduttrice ed autrice della rubrica di Moda “Le conseguenze della Moda”, Rai WB8), Federica Pasculli (fashion editor & stylist), Martina D’Ermo (fashion blogger), Ilaria Sequino (consulente aziendale, attrice e autrice teatrale) e Carmia De Ninnis (architetto olistico, fondatrice di “Architerica”, esperta d'immagine).

E a condire il tutto con un'altra dose di raffinatezza e buon gusto sarà il Green Aperitif proposto dal Margutta RistorArte:  una location magica,  elegante ed esclusiva sita in una delle vie più poetiche della Capitale  in cui godersi un momento di puro relax, con un piacevole sottofondo musicale e di arte.



Io sarò lì, insieme ai nostri ospiti, colleghi e amici a godermi gli outifit Silente e Caracol nonché le perle gastronomiche dello 'Slow Fashion Show'.
Spero di incontrarvi in molti... anche perchè (udite, udite!) durante la serata Silente e Caracol metteranno a disposizione un piccolo cadeau per il fortunato estratto a sorte. 

Che devo dirvi ancora?!? 

Be different, be Green!