lunedì 29 aprile 2013

Voglia di uno shopping glamour e sofisticato per questa estate? C'è un appuntamento che fa per voi!



Mie carissime lettrici di Fashion Art Break,

giovedì 2 maggio non perdetevi lo Special Sale della collezione Prêt-à-porter s/s 2013 di Luigi Borbone che propone abiti eleganti, raffinati e ai limiti del bon ton ed accessori “dalidiani” ispirati ai carapaci preistorici, in ottone a effetto invecchiato che donano al look un tocco dark e contemporaneo.
Giacche arricciate come tutù e camicie manish accentuano il percorso creativo intrapreso dal designer nell’alta moda, della mimesi dell’ambiguità, mentre abiti mini a palloncino e gonnelline ricche simulano culottes o bloomers.
Tra i materiali duchesse di seta, jersey e crepe di seta leggerissima, a volte lavorata al laser e tra i colori scelti il bianco, il nero, il beige, il giallo e l’arancio.

Siete pronte per uno shopping raffinato, intelligente al ritmo di un dj set, in cui potrete conoscere personalmente lo stilista oltre che apprezzarne le creazioni assolutamente glamour?
Allora vi aspetto giovedì 2 maggio, nel salotto del BBK in via della Frezza 60 ( a Roma, of course!) ...

Fashion Art Break sarà lì per voi. Non mancate!!! 

Intanto vi lascio sedurre da alcuni capi della collezione...







Quei gioielli che nascono dalle macerie di un terremoto, dalla lava del Vesuvio e dalle reti dei pescatori. Maria Benedetta Bossi.



Carissime lettrici di Fashion Art Break, 
oggi voglio parlarvi di una professionista ed artista di grande spessore. E’ difficile incontrare persone tanto eclettiche, brillanti e con un mondo meraviglioso dentro da esternare con fiumi di parole e certosini atti creativi. Sto parlando di Maria Benedetta Bossi, un architetto italo argentino che vive a lavora a Napoli e si occupa del consolidamento di edifici storici e monumentali danneggiati da sisma. 
Apparentemente un argomento lontanissimo da quello che può interessare una fashion art blogger, ma ciò che Benedetta è e ciò che fa, si riflette inevitabilmente in splendidi gioielli. Nel 2009 la nostra artista si trasferì all’Aquila per via del terremoto e in quella città dilaniata è rimasta circa tre anni.
Il suo lavoro all’Aquila si è riversato in una apprezzatissima  mostra fotografica nel Palazzo Reale di Napoli e in due pubblicazioni, una delle quali riguardante l’importante intervento di consolidamento della cupola della Basilica di San Bernardino da Siena.
Sedute a via Barberini davanti ad un caffè (con noi napoletane non poteva essere altrimenti), le ho chiesto di parlarmi del percorso che dall’architettura l’ha portata alla creazione di gioielli…


Posso dire che tutto è nato per gioco, per caso… Però le cose non accadono mai per caso (cosa di cui sono fermamente convinta) e improvvisamente, circa sette anni fa,  mi sono trovata ad esporre le mie creazioni a Napoli, prima in una piccola galleria d’arte, il Penguin Cafè, successivamente nello showroom di Poltrona Frau.
I gioielli, i bijoux, i monili, gli ornamenti in genere mi hanno sempre affascinata, vuoi per le loro strutture, vuoi per la molteplicità praticamente infinita di materiali con cui essi stessi possono essere realizzati, vuoi per le cromie di alcune pietre.  Quando poi ho “scoperto” di poter realizzare alcuni oggetti da sola non mi sono più fermata (professione da architetto permettendo). In questi anni ho prodotto cose molto diverse, ma mentirei nel dire che ho una fonte d’ispirazione ben precisa.

Ovviamente, ritrovandomi ad intervistare un’artista architetto, non ho potuto non chiedere a Benedetta se c’è una corrente artistica o un periodo storico che assurgono a sue fonti  d’ispirazione…

Sicuramente ci sono dei periodi storici e delle correnti artistiche che in qualche modo influenzano il mio lavoro, mi riferisco ad esempio al barocco, all’Art Nouveau ma allo stesso tempo l’influenza può arrivare dal mio Vesuvio, dal golfo con il suo mare dai colori sempre diversi, dalla geometria e dalle strutture. Può apparire banale, ma il viaggiare e conoscere usanze e costumi diversi dai propri, non può non stimolare la creatività. E così si attinge da ciò che è la vita comune, in tutte le sue sfaccettature, per creare oggetti nuovi. In questo modo vengono fuori abbinamenti forse azzardati, nelle forme, nei materiali, nei colori, ma che riescono a trovare una loro armonia. Ciò permette di spaziare veramente senza chiedersi o porsi limiti nell’accostare un materiale “nobile” ad un materiale “povero”.






Maria Benedetta infatti utilizza, nella creazione delle sue piccole opere d’arte indossabili, le pietre dure, il legno, le resine, il vetro, i cristalli, il feltro, le perle, l’argento, il corno e la pelle che vengono mixati sempre in mille combinazioni assolutamente diverse e uniche , rendendo molto difficile la copia pedissequa di un suo gioiello. Infatti Benedetta  ama conservare questa veste artigianale e di unicità perché ha un desiderio (proprio dei creativi) di non fermarsi ad una forma o ad una combinazione, ma di sperimentarne sempre nuove e all’avanguardia rispetto alle sue precedenti capsule collection.

Perché ogni sua collana, ogni suo bracciale, ogni suo orecchino rimanda ad un universo concettuale o reale che le appartiene o che le è appartenuto, anche solo per pochi istanti.
Un esempio di questa carica semantica che rende i suoi jewels ancora più preziosi è la riproduzione manuale dello sgretolamento di edifici e di intere esistenze in seguito al terremoto all’Aquila.
Benedetta racconta infatti che, non appena apprese la notizia tragica della sciagura aquilana attraverso news e immagini angoscianti, il suo primo istinto fu quello di prendere i suoi ‘attrezzi’ e di realizzare dei gioielli che riflettessero quella idea di sgretolamento, frammentarietà, ma anche di speranza in una ricostruzione di case e anime.
Nascono così questi esemplari in cui più pezzi (di pelle) si uniscono, pur lasciando evidente una separazione fisica: in questo modo essi sono perfettamente in grado di raccontare un messaggio di speranza che può e deve seguire la disperazione di un crollo totalizzante.




Come non mi stancherò mai di ripetere, la Moda e l’Arte trascendono le effimere tendenze che a volte si rivelano dei simulacri vuoti: esse vanno oltre. E questo Oltre è un luogo misconosciuto, ma reale, dove forma, cuore e pensiero convivono in un sussulto irresistibile.

lunedì 22 aprile 2013

Tentazioni di moda. Un pomeriggio romano tra alta moda, cioccolato e tanto cuore.



Buongiorno, care lettrici!

In questo lunedì piovoso e un po' sottotono voglio raccontarvi dello splendido pomeriggio trascorso ieri all'Hotel S.Regis Rome in occasione di 'Tentazioni di moda'. 
Hearth & Fashion ha infatti presentato  una giornata speciale, realizzata in collaborazione con il Bailliage Roma Aurora della Confrérie de la Chaine des Rotisseurs (associazione internazionale di gourmet e di cui è presidente Adele Mazzotta Lax), in favore della Onlus DonnaDonna, impegnata nella campagna di sensibilizzazione sui disturbi alimentari come l’anoressia e la  bulimia. 
L' ideatrice e  la produttrice della manifestazione è Simona Travaglini, che pensato per questa edizione di Hearth&Fashion a una mostra dedicata all’alta sartorialità abbinata ad un’asta di abiti, pezzi unici o a tiratura limitata. Ma non vi lascio sulla spine e vi cito alcuni dei più noti brand, tra cui gli atelier di Alta Moda Gattinoni, Sarli, Raffaella Curiel, Giada Curti, Camillo Bona, Nino Lettieri, Abed Mahfouz, Gianni Molaro, accanto ai brand Carta e Costura, Antonella Rossi, Mauro Gala, Luigi Bruno, Antonio Martino; e ai  giovani stilisti emergenti come  Odile Orsi di Mutadesign, Greta Boldini,  Annarita Mattei, Francesca Sprugnoli, Ivan Donev, Tudor Mitroiu, Carola d’Alesio. 
Non dimentichiamo le creazioni sartoriali de “Le Fate ignoranti”, Le Cicale e dell’Atelier  le Tartarughe  di Susanna Liso, mentre per la sezione gioielli ed accessori  Germano Gioielli e Diego Percossi Papi, accanto ai bijoux di “Alecci Di Paola” e di Cristiane Marcieca. Dopo aver ammirato la mostra dei capi selezionati da Simona Travaglini e dopo aver goduto delle gioie del palato create dalla maitre chocolatier Luisa Proietti ha avuto inizio l’asta vera e propria: gioielli e accessori, diversi da quelli in mostra, hanno sfilato, indossati dalle modelle della Glamour Model Management e  battuti con base d’asta pari ad 1/3 del loro valore commerciale. 
Quando si dice... una Moda < sana, 'buona' e giusta >!


venerdì 19 aprile 2013

'Vestiti di stile' con I MURR!


Carissime lettrici,

oggi vi racconto di un pomeriggio romano trascorso con I Murr, i famosi coniugi esperti di Image Consulting che hanno presentato in questa tappa a Roma il loro libro 'Vestiti con stile' presso la Wonderfool Spa a via dei Banchi Nuovi, un concept store del benessere e dello stile unico nel suo genere!
A moderare l'incontro è stata Maria Elena Capitanio, fashion editor, ufficio stampa e docente di fashion communication allo Ied, mentre il Dj set è stato curato da Floriana Serani, designer e fashion blogger.
Ma veniamo al libro...Edito da Kowalski, 'Vestiti con stile' riassume la ormai ventennale esperienza di Antonio e Roberta Murr: un manuale che insegna come migliorare e sapersi valorizzare. Ma anche come guardare “con occhi diversi” a se stesse e al proprio guardaroba. Un libro che fa avverare il sogno di ogni donna: avere un proprio personal stylist sempre a portata di mano!

Non esistono donne brutte ma solo donne pigre usava ripetere Elizabeth Arden, una che di bellezza e stile decisamente se ne intendeva. Facendo loro questa massima, Roberta e Antonio Murr, famosissimi ed eclettici esperti di tendenze e di moda, ci svelano i loro segreti per conquistare classe e bellezza.
L’obiettivo del tour, oltre a promuovere il libro, sarà quello di diffondere un messaggio di bellezza autentica che parte da dentro per manifestarsi poi fuori: è l’outfit, insieme ad un hairstyling appropriato ed un make up che enfatizzi il viso, che fanno il monaco... Grazie ai consigli di Antonio e Roberta, ma anche grazie all’utilizzo dei prodotti giusti, vestiti, accessori, trucco,ecc, ogni donna può scoprire la propria bellezza ed ottenere risultati “magici”.


Inseparabili e insostituibili compagni di viaggio di Antonio e Roberta sono state le valigie Samsonite della linea “Cosmolite”, ultra leggere, resistenti e dalle forme accattivanti, i prodotti Testanera, preziosi alleati per l’hair care quotidiano e gli hairstyles impeccabili di Roberta. Ai suoi piedi, poi, accessorio immancabile  le scarpe della collezione Spring 2013 “Precious Woman” di Greymer, brand Made in Italy dal sapore new chic. Entrambi i coniugi MURR, amanti da sempre di borse e clutch, si porteranno in tour le borse di Savas Milano, frutto della creatività del designer svedese Rasmus Ringberg, che unisce ad un mood essenziale, minimalista e elegante, tipicamente nordico, la qualità della manifattura italiana.


Ogni donna ama essere coccolata con una guida di esperti che possa insegnarle, passo dopo passo, come valorizzarsi e apparire elegante e sicura di sè in ogni contesto. Io personalmente credo che l'aspetto fondamentale che ogni donna e ogni uomo ancora in cerca del proprio stile debbano sempre tener presente è  la sensazione di benessere e di agio che un outfit può garantirci.
'Sentirsi bene nei propri pann'i non significa essere alla moda, ma utilizzarla per comunicare al mondo quello che siamo. A volte, basta anche solo un accessorio per raccontare un universo intero che ci portiamo dentro.


mercoledì 17 aprile 2013

Buon compleanno, Giada!



Carissime lettrici,
questo post è dedicato ad una giovane ma già affermata stilista haute couture: Giada Curti che è riuscita a 'svecchiare' il mondo dell'Altamoda con uno stile elegante e impeccabile, ma infinitamente moderno e fresco.
La sua moda, espressione sublime del Made in Italy, ha affascinato anche realtà lontanissime come  Mosca, Dubai (e non solo) ed esprime in pieno una sintesi vincente di romanticismo e personalità.
Oggi Giada festeggia il suo compleanno e non potevo non dedicarle, in qualità di sua 'fan' e fashion blogger, un augurio su Fashion Art Break!

Se volete entrare nel suo mondo magico, basta cliccare su http://www.giadacurti.it, anche se vivere una favola respirando l'aria del suo Atelier a piazza di Spagna-Rampa Mignanelli è davvero un'esperienza indimenticabile!


martedì 16 aprile 2013

Tutti venderebbero l'anima al diavolo (che veste Prada)


Buongiorno, care lettrici!

Stamane non posso non dedicare un post al film che ieri ha tenuto incollate alla Tv, per l'ennesima volta, tutto il popolo delle fashion addicted e non solo: Il diavolo veste Prada.

Il film di David Frankel, oramai 'vecchio' di sette anni e tratto dall'omonimo romanzo chick lit di Lauren Weisberger, racconta l'esperienza di Andrea Sachs, una neo-laureata in cerca di lavoro, appena arrivata a New York col sogno di diventare giornalista (ah, quante affinità!) per poi ritrovarsi nelle vesti (costosissime) dell'assistente di Miranda Priestly, l'algida direttrice della prestigiosa rivista di moda Runway.
La valanga di commenti facebook, hashtag e tweet (tra quelli di tendenza del giorno c'è infatti #ildiavolovesteprada) dimostra quanto  questo mondo diabolico della moda che ruota attorno a diktat e si regge su vertiginose Manolo Blahnik, in realtà riesca ad affascinare tutti: chi sta cercando di farsi spazio in questo mondo, chi già ha lo abita da tempo e chi ha scelto di restarne fuori criticandone la superficialità.
In fondo, al di là di verità inopinabili come l'esaltazione della magrezza estrema o  il sistema castale delle più importanti riviste di moda, credo di condividere in pieno alcune 'demistificazioni' che il film ci propone.
E a tal proposito non posso non citare la scena del 'maglioncino ceruleo' della miscredente Andy che la direttrice di Runway, dopo un excursus dettagliato* sulle gonne cerulee di Oscar de la Renta, dimostra essere perfettamente il frutto di una tendenza che la moda aveva dettato qualche anno prima.

Nessuno può sottrarsi alla moda. Anche chi sceglie di aprire l'armadio e indossare un abito a caso: dalle passerelle ogni singolo capo o accessorio scende giù giù fino ad arrivare al banco del mercato, seppur con un costo e una qualità nettamente inferiori.
La fashion addiction è una dipendenza e ci scaraventa nel calderone dell'omologazione; la moda è altro. E' l'arte dei libri e della strada che si raccontano attraverso un abito (o un accessorio) che qualcuno sceglie per noi, ma che noi scegliamo quando, come e con cosa indossare.
E chi declassa la Moda a' iperuranio del superfluo' cominciasse a constatare quanto sia già inesorabilmente parte di questo mondo, negli abiti, nel cibo, nella tecnologia, nei luoghi e nella comunicazione che ogni giorno 'sceglie di scegliere'.

* <Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo> (cit. Miranda ne 'Il diavolo veste Prada')

lunedì 15 aprile 2013

Iamalina, il pentagramma e le immagini dell'anima.




Carissimi lettori, 
oggi vi presenterò un'artista del pentagramma, Iamalina: un nome che sicuramente sentiremo spesso nel mondo musicale. 
La cantautrice italo-rumena riporta dal vivo, insieme a 12 elementi, il sound pop elettronico con influenze upbeat anni 80 e le ballads che una volta rappresentavano il punto d’incontro degli innamorati durante le feste.
Nata in Romania studia pianoforte sin dalla scuola elementare ed è cosi che nascono le prime canzoni e la passione per creare musica e testo.
Questa passione la porterà dopo anni a Roma e alla creazione del primo album co - prodotto all’ amico/produttore lucano Antonio Mattia Vazza.
L’ album che uscirà il 7 giugno con un concerto di lancio al Teatro Quirino di Roma racconterà, con un carattere intimo, le storie e le emozioni che l’artista ha voluto trasmettere tramite le 11 canzoni dell’album Alina.
Un gruppo internazionale : Romania, Italia, U.S.A e Giappone. Il gruppo è formato da : al basso, Antonio Mattia Vazza; alla batteria, Andrea Brodi; alle tastiere/pianoforte, Luigi Russo; alla chitarra, Pietro Nicosia; al violino,Francesco Nicosia e AyuSakurai; al violoncello, Alessia; al sax, Eric Daniel e Fabio Marziali ed ai cori, Leila Bahlouri e Lucy Campetti .

L’artista ci mostra attraverso la sua musica le  immagini dell’anima, principale fonte d’inspirazione. Racconti d’amori poco banali,  suoni che fanno tornare in mente il virtuosismo della musica classica e voci che richiamano la sensibilità del mondo gospel.

Stay tuned!