lunedì 26 dicembre 2011

Gli alberi di Natale di Fashion Break!



Carissimi amici miei,
tantissimi auguri di Buone feste nella magia del cuore e nella follia del look!
Dopo il giorno di Natale, ecco a voi una mio personalissimo giudizio sulle foto degli splendidi alberi di Natale che mi avete inviato...
Tutti esprimono la personalità e l'estro di chi li ha realizzati: quelli di Federica, Enrica e Filomena sono legati ad un'idea romantica del Natale, lasciando sognare con ornamenti dorati e vermigli o con principeschi fiocchi; altri lasciano intravvedere l'inconscio (come quello di Cinzia), la magia culinaria (come quello di Paola), lo spirito bucolico (quello di Chiara Boni) e la creatività più disimpegnata e selvaggia, come l'albero australiano di Browyn Pigot.
Ma una lode alla creazione di Enrica  Globo e Giovanna che si aggiudica il primo posto sulla bacheca di Fashion Braek Blog... Motivazione: estro, precisione e insuperabile creatività!
Perchè, mossi dallo spirito natalizio, anche da fredde bottiglie di birra può nascere una raggiante idea di un Christmas Tree!

Al prossimo anno!










venerdì 23 dicembre 2011

The Xstmas List : the end?


Ultimi giorni di shopping pre natalatizio. Incalza l’ansia di non farcela in tempo a comprare tutto e a ricordarsi di tutti. E poi: traffico, file interminabili alla cassa e prezzi spropositati alla qualità del prodotto. Ma a Natale ogni prezzo vale: pertanto affannatevi, amici miei e non dimenticate nessuno .


Oggi voglio farvi da promemoria. Un mio piccolo presente low low cost per voi;-)
Ultime idee regalo: evitate sciarpe, guanti, profumi e soprammobili perché sono stati giudicati i ‘regali meno apprezzati’. (Io mi sa che renderò infelice qualcuno, anche quest’anno…).
Cosa rimane? Beh, i libri (attualità, romanzi  o poesie), qualche oggetto di elettronica (poco romantico, molto utile), un buono da spendere in un centro benessere o in un bel negozio di scarpe o abbigliamento, e poi mille possibili accessori, trucchi, utensili per la casa (quest’anno ho chiesto esplicitamente uno schiaccia aglio: per  la mia passione della cucina e per tenere lontani  i troppi vampiri che deambulano).


Comprate ciò che volete, purchè, prima di afferrare quell’oggetto prescelto , pensiate alla persona cui lo state regalando : se un’amica mi regalasse, ad esempio, una sciarpa rosa… capirei che o è un regalo ‘riesumato’, o che ha comprato la prima cosa che ha trovato senza pensarmi o, peggio ancora, che non mi conosce affatto. Quindi: che sia un ‘pensierino’ non solo di nome, ma anche di fatto!
Per non dimenticare proprio nulla… ecco a voi la lista delle persone che non dovete dimenticare. Leggendola, sicuramente troverete qualcuno che avete inconsciamente  o consciamente ignorato nella vostra Xstmas List:

Mamme e papà (d’obbligo),fratelli e sorelle, mariti e mogli, compagni e compagne, figli, nonni, cugini, cugini acquisiti, zii, cognati, nipoti, suoceri, generi, nuore, amiche del cuore e amiche comuni, datori di lavoro, colleghi… e non tralasciamo quella persona lì, sì, proprio quella che ti sembra la più infelice e indifesa di tutte. 
A quella un regalo davvero a basso costo, ma di alto valore: uno strappo alla solitudine.
 Almeno per una sera.



A Fashion and Sweet Xstmas!

lunedì 12 dicembre 2011

Mini shopping pre natalizio. Tour Low Cost: Prima puntata !




Il Natale è molte cose. Guerra tra pandoriani e panettoniani, abeti e presepio, pretesti per cene con carte da gioco e castagne, intimo rosso immettibile, candele rosse glitterate, coperte tartan da usare per vedere qualche dvd natalizio... Come se queste 'cose' non avessero senso prima dell'8 e dopo il 25 dicembre. Il Natale è molte cose, cose che critichiamo e poi inseguiamo puntualmente. Il Natale è un libro incantato di promesse d'amore e preghiere mai recitate che ci ostiniamo a difendere dal famoso e straparlato consumismo. Il Natale è attesa. Di  quella neve improvvisa, di quel camino ardente, di quelle tavole imbandite e apparecchiate a festa di candele e serenità che spesso ci deludono con temperature miti, termosifoni di ghisa e tovaglie sbiadite . E nell'attesa di ciò che verrà o che si sognerà, possiamo abbandonarci all'impeto di 'comprare'. Per gli altri, sì. Ma si tratta pur sempre di shopping. Ogni anno io e le mie amiche, davanti al falò della notte della vigilia di Natale, inebriate dal vino rosso bevuto in bicchieri di plastica vermigli, con una mano stringiamo castagne calde e con l'altra ci scambiamo i nostri pensierini. Li chiamiamo così. Perchè nascono da un pensiero diverso per l'una e per l'altra e, ovviamente, dall'investimento di pochi euro. E la gioia di scartarli, quei piccoli presenti, con la fatica di mani 'impicciate' da vino, castagne e freddo...suggella uno dei nostri momenti di maggiore condivisione. Il momento in cui per vera magia o imposta ipocrisia, sappiamo di perdonarci critiche, litigi e allusioni.
Se anche voi amate provocare la sorpresa delle vostre amiche o dei vostri amici con piccoli regalini... beh, allora venite con me in questo Tour low cost!
Cominciamo con una puntata dedicata alle donne... Rimaniamo nella dimensione ovattata e più comoda di un negozio, nella fattispecie di H&M... frizzante, divertente e conveniente!
Vi propongo alcuni regalini che metterò nel mio carrello virtuale... insieme ad una canzone, perchè non guasta mai!


Buone compere... e alla prossima tappa del Tour:-)












sabato 3 dicembre 2011

La coda diventa fashion!


Care lettrici dai capelli abbastanza lunghi da essere legati...
oggi voglio darvi una felice notizia: se avete pensato fino ad oggi che la coda fosse un'acconciatura poco chic da usare solo in palestra o in casa... beh, ora potete ricredervi! Perchè? Perchè un signore che detta legge nel mondo dell'hair style, ha promosso la coda di cavallo a 'must' per questo inverno 2012.
Lui si chiama Enrico Mariotti, vive a New York e lavora come hair stylist.
Ma la moda, come si sa, che sia quella degli abiti, degli accessori o del 'trucco e parrucco', si esprime dapprima sulle passerelle più 'autorevoli' (quelle della Grande Mela e di Parigi, per intenderci) che quest'anno hanno proposto modelle pettinate con 'code' di diversa forma. Le modelle che hanno vestito Gucci e Givenchy erano acconciate con una coda arruffata con perfetta scriminatura laterale o centrale...


Esultate tutte e prendete elastici e mollette: due o tre giri alla vostra chioma e potrete essere fashion anche se non avete appena lavato i capelli... Se poi qualche capello dovesse arruffarsi...beh, non importa: gli hair stylist
di stilisti dal calibro di Gucci e Givenchy le hanno realizzate appositamente così!
Quando la moda incontra la comodità.... ci piace da morire, eh?

martedì 29 novembre 2011

<< Vi presento joe sardo>> e la sua Moda 2.0.!



Carissimi lettori di Fashion Break,
il mondo del Fashion, come ben sapete, è un macrocosmo inafferrabile che si nutre di infiniti microcosmi di idee e passioni, appartenenti a realtà e individui diversissimi tra loro che investono la propria vita o parte di essa nella ‘creazione’. È un sistema variegato e spesso brillante in cui si muovono personalità già affermate e autorevolmente riconosciute dalla collettività e altre che ancora non hanno trovato il loro posto, ma che non smettono di cercarlo.
La moda dei grandi è affascinante e persuasiva, ma non necessariamente risulta l’unica degna di nota; pertanto, aprirmi alla conoscenza di nuove proposte e di misconosciuti ingegni creativi (che possano o meno avvicinarsi al mio gusto) è un mio desiderio fortissimo: nei mondi sommersi si racchiudono sogni e progetti che vale la pena raccontare.
Oggi vi parlerò di Joe Sardo, un ragazzo appassionato e sicuro di sé, nato nel 1977, anno in cui la Rai iniziò a trasmettere a colori. Il suo curriculum vitae non si distingue per una approfondita formazione nel campo del design, ma da un impeto incontenibile alla creazione. Lasciata Agrigento, sua città natale, nel 2005 si è trasferito a Modena dove ha fondato, ‘nella sua testa’ Manifattura & Design, una fabbrica di…idee che si propone di divenire in futuro una vera e propria Factory di Stile e Genialità Tecnica, nel pieno rispetto dei tanto declamati canoni del Made in Italy.
Questa ‘Factory’ potrebbe imporsi non solo nella testa di Joe Sardo e diventare così un progetto realizzato, concretizzato in opere tangibili e fruibili da eventuali ‘consumatori’ ed appassionati, ma ad impedire questo passaggio alla ‘concrezione’ è la mancanza di ‘investitori’ pronti a scommettere su un’idea nuova e sicuramente diversamente convenzionale.
Per capirne di più, vi illustrerò brevemente quali sono le creazioni di Joe, per ora imprigionate ancora in disegni … Preparatevi, perché trattasi di idee particolari che richiamano ad una idea del Fashion che non può prescindere dalla ‘funzionalità’ e da una tecnologica che invade anche oggetti comunemente ‘accessoriali e decorativi’ di uso quotidiano…
Cominciamo con Bauletta, una borsa pensata in leggerissimo policarbonato con inserti in pelle microforata e parti in alluminio (versioni top class). Nasce dalla tradizione sperimentale e da esclusivi contenuti Hi Tec che convergono in una sintesi perfetta finalizzata all'utilità del come "funziona". La sigla U.A.S. (Utility Addition System) racchiude i seguenti sistemi inediti di utilità aggiunta: orologio, sistema aggancio al tavolo più un sistema di scomparti cosi organizzati: scomparto portatrucchi con specchio retrosportellino, scomparto portacellulare, borsellino e chiavi, scomparto portaombrellino e scomparto portabottiglietta più lo scomparto centrale porta notebook o tablet.



Una versione più modaiola di Bauletta è quella  Mod Colors, una joint venture tra stili diversi, una base versatile, un design neutro facilmente connotabile "giocando con l'abbinamento dei colori e di qualche elemento". "Una forma, tante borse" perfetta per le economie di scala in ottica industriale, "Una borsa, tante borse": dalla vintage alle modaiole colors.




E poi c’è Avionica, una ‘borsa che arriva dall’Olimpo di un Design senza tempo…’
Caratterizzata dalla leggerezza e dalla sublime hi-tec evocazione dell'alluminio come materia plasmante di leggendari dettagli pionieristici, essa presenta  una strumentazione (orologio) ad attacco rapido, un tappo aeronautico (tubo portaombrellino & bottiglietta), un sistema di aggancio al tavolo attraverso il sistema assiale a controllo valvolare, la cinghia tracolla a srotolamento rapido.




L’arte e il genio di Joe Sardo non sono immediatamente accettabili da chi ha inteso il fashion come pura estetica e mai come funzionalità… è un esercizio che implica un superamento  dei nostri schemi mentali da ‘fashion people’ per analizzare un mondo hi- tec che diventa sempre più vigoroso in ogni settore, compreso quello della moda.
Che questo ci piaccia o meno, è un altro discorso…
Ma un progetto non può essere totalmente compreso se non si conosce l’animo creativo che lo ha generato. Pertanto, miei cari lettori, <<vi presento Joe Sardo>> con un’intervista.

Chi è Joe?
Joe, come direbbe Pirandello, è ‘uno, nessuno e centomila’. Il mio motto è : semina sogni, annaffiali di ambizioni, raccoglierai i frutti delle tue aspirazioni.
Lui non sa parlare in inglese ma il linguaggio universale dei suoi progetti dalla forte essenza pionieristica, parlano per lui.
Adora osservare, creare, con i suoi tempi e le sue regole.

Qual è la fonte d’ispirazione per le tue creazioni?
Il palcoscenico della vita. Evito le contaminazioni classiste, non ho mai letto un libro sul design e non seguo nessun designer: Questo mi permette di osare, di pensare e sfornare idee dalla forte essenza pionieristica
Ho un approccio molto particolare alle fonti d’ispirazione: lo spirito di osservazione multi direzionale,  senza guardare solo ad una specifica classe sociale o settore; l'osservare, come canale di convogliazione del cibo che nutre le mie ambizioni.


Qual è il progetto che oggi vorresti realizzare?
Il mio progetto è di continuare ad assecondare quella che chiamo ‘creativite acuta’ o fisiologico istinto verso il "creare": dallo scarabocchio alla forma. Questo a prescindere o meno dal potenziale business legato alle mie idee: questa è la mia mission esistenziale

Ma 'progettare per il gusto di farlo' non porterà prima o poi ad una insoddifazione creativa? si può scrivere una poesia per se stessi, ma se si disegna un oggetto, non è importante che questo prenda vita?
    Nel mio caso il sentirmi snobbato o non capito, mi porta a "ferocizzare" l'istinto creativo. Avere uno o più      figli dagli altri non capiti, non porta all'insoddisfazione verso il ruolo di genitore, anzi per compensazione si cerca di rafforzare l'impegno nel ruolo. La passione ha bisogno di conferme esterne e su questo sono d'accordo, ma se mancano, la passione è capace di autoalimentarsi.

Questo significa che, qualora non riuscissi a trovare qualcuno che investe nella tua arte, tu continuerai a 'creare' solo per te stesso?

Sì, perchè creare per me è vitale, è un bisogno fisiologico come mangiare, dormire, respirare. A lavoro, in vacanza sulla scrivania degli hotel, ovunque.. mi trovo, insieme a me ci deve essere un pezzettino di carta e una penna per assecondare i "miei raptus creativi": scarabocchi che tracciano nuove idee. E sono scarabocchi solo apparentemente senza senso. Ad esempio, molti progetti  hanno iniziato a vedere la luce da uno scarabocchio... l'ispirazione creativa nasce nuda, la penna lo veste.




:-)
Ultima domanda, Joe: a quale target ti rivolgi quando disegni le tue borse?
Ci sono quattro target ben definiti: Avionica x i suoi contenuti hi tec si rivolge al manager sportivo, all’ uomo 2.0. Manifattura900, per il suo fascino vintage si rivolge al target gentleman sportivo. Bauletta vintage alla Donna fine di classe, Bauletta colors si rivolge ad un target di donna giovane, dinamica. Colgo l'occasione per anticipare un nuovo modello di cui presto realizzerò un prototipo, l idea mi è venuta ieri camminando senza metà x i reparti di un centro commerciale. Posso anticipare che sarà una borsa morbida al tatto che per style e contenuti potenzialmente può diventare "icona di successo"


Come avrete letto, Joe è un ragazzo poco convenzionale, sicuro della sua verve creativa e prontissimo a tuffarsi nella concitazione del business world per imporre la sua idea di ‘hi tec fashion’… Non ci resta che aspettare il suo decollo che, qualora ci fosse, sarebbe di sicuro ‘stratosferico’ come le sue borse!
A tutti voi, generazione 2.0. … un saluto avionicoJ


lunedì 28 novembre 2011

P.s : Ci sarà un'invasione di Brigitte Bardot?









P.S. Cari lettori, ci sono donne che restano negli occhi.
Se si tratta di bellezza, fascino o  di una stregata sensualità, non è facile stabilirlo. La perfezione fisica sola non basta per assicurare ad un nome una fama e una brama eterna. Ed è questo il caso di un'icona come Brigitte Bardot. Tutti la conoscerete: noi donnine l'abbiamo sicuramente invidiata, almeno una volta nella nostra vita; e voi maschietti l'avete sicuramente desiderata, almeno una volta al giorno... 
Beh, oggi Brigitte Bardot diventa altro: un vero marchio  pret-a -porter!
Una collezione di circa 200 modelli che attingono la loro fonte d'ispirazione dal mondo dorato dell'attrice: costumi da bagno retro- chic, vestiti realizzati all'uncinetto, abiti a quadretti vichy e gli immancabili shorts!
Mie care lettrici... aspettate a metà gennaio e poi potrete immergervi, qualora vi piacesse, in questo shopping da... diva!

fashionmag


Quali siano i costi di questi capi? Vanno dai 100 ai 500 euro: non sono per pochi, ma neanche per tutti, insomma!
Permettete che faccia una mia raccomandazione su questa eventuale mania di emulazione: comprare gli shorts, ad esempio, del marchio B.B., non significa diventare necessariamente sensuali come l'attrice: c'è chi può esserlo di più, ma anche chi con gli shorts proprio non renderebbe giustizia al proprio look!





giovedì 24 novembre 2011

Napule è ... amiche e mini shopping low lost!


davidambrosio-blogspot.it
Diario di un breve viaggio a Napoli -  23 novembre

Ore 17 e 04. Sono sul treno regionale diretto a Roma Termini. Ancora una volta lascio i vichi e i pulcinella di questa città estroversa e sotterranea, barocca nelle risate e nella gestualità dei suoi abitanti.
Ho  appoggiato sul sedile di fronte (fortunatamente libero) una borsa gonfia di un libro regalato, un altro acquistato, un maglione inutilizzato, ricarica batterie del cellulare, collana di grosse finte perle nere, mini beauty, bottiglia d’acqua. Sulle gambe ho Vogue, sopra Vogue una shopper bag e sopra la shopper bag il mio notebook bianco.
 Non posso non scrivere della città che lascio minuto dopo minuto sui binari, non posso non raccontarmi di quanto , da questa, succhio un brivido di estrosa familiarità. Ieri sera, di ritorno dalla biblioteca di Grumo Nevano dove ho presentato il mio Rosso come il latte, ho giocato con le mie adoratissime amiche Anna e Anna, a fare la ‘vaiassa’: un po’ per vederle ridere con bocca, occhi e mani sulla pancia, un po’ per essere attrice di una parte di quello scenario colorito e un po’ triste cui avevo assistito alla stazione Garibaldi.


Poi, dopo la sceneggiata (ben riuscita, direi), ho soggiaciuto a quel clichè culinario di cui vale la pena essere schiavi: ‘a pizza. Una cena speciale, con candela alla lavanda in mezzo ad una tovaglia come tante e discorsi intorno 'all’amore o simili’ insieme alle mie compagne di avventura. 
Vedete, miei cari lettori, si può godere di una pizza e una manciata di amici anche a Roma, a Treviso, a Caracas e a Shangai; ma chi ha vissuto almeno un po’ della sua vita a Napoli saprà che lì queste abitudini domestiche e amicali assumono un sapore differente: diventano un rituale, un copione amato e voluto da tutti e incastrato nelle pagine del dna.
La vivacità napoletana si trasforma in ordinaria follia quando il Napoli gioca ogni sua partita, sia la Champions League o un’amichevole con l’ultima squadra di serie C.

vongolablog.myblog.it
Molti appartamenti studenteschi del palazzo si sono svuotati : ragazze e ragazzi si sono riuniti quei pochi appartamenti rimasti popolati per poter urlare e dichiarare passione e amore alla propria squadra. Costretta a restare nel bilocale dell’ultimo piano a scrivere un articolo, non ho potuto partecipare a questa adorazione, ma ne ho sentito tutti i rumori, le esclamazioni e le contestazioni…
Da fuori e da dentro al palazzo, boati e lacrime di gioia, parolacce. Poi, fuochi d’artificio e trombette a suggellare un’importante vittoria. Dov’erano tutti  questi adorabili matti, stamattina? A leggere il Corriere dello sport davanti ad un cocente caffè, a lavorare o a dormire, mentre io segnalavo al cameriere di un bar dei 'Quattro Palazzi' di aver messo il cacao sul cappuccino, avendo precisato esattamente il contrario.
Ed è a questo punto, dopo una brioche alla crema amarena e una schiuma piena di caffeina ,che è cominciata la voglia di shopping low cost lungo corso Umberto. Anna dai capelli corti mi ha accompagnata, con i suoi 20 euro con cui dovrà ‘sopravvivere’ fino a venerdì…
Vogliamo comprare, spendendo quasi niente e, come sempre ci riusciamo.

Prima tappa: negozietto di ‘sciocquaglie’, bigiotteria di poco valore, ma appariscenti quanto basta per essere notate , mixando questi accessori con look diversi.
 Un paio di orecchini e un anellone dei miei: 3 euro.
Seconda tappa: pakistano delle sciarpe finto cashmire.
-        -   Quanto costano?
-         -  7 euro
-          - Ah, vabbè, volevamo spendere di meno.
-          - Ok, 4 euro.
-          (?????)
L’affare è fatto: 2 sciarpe, 8 euro spesi

Terza tappa: negozietto alla fine di corso umberto in prossimità della stazione…
Ballerine usa e getta: 3 euro.

Quarta tappa: bancarella degli occhiali da sole che il venditore continua a definire ‘originali’, ma che di originale non hanno neanche un modello di riferimento.
Un paio di occhiali : 5 euro.
 Appagate col nostro irrinunciabile shopping low cost io ed Anna torniamo  agli infernali gradini del palazzo dove le Anne vivono. Sudate, raggiungiamo l’ultimo piano. Da qui la solita scena, rigorosamente muta: gettiamo ansimanti e assetate le nostre borse sul divano/branda, posiamo le buste bianche e fragili con i nostri acquisti sul tavolo, beviamo qualche bicchiere d’acqua, ci sediamo, accendiamo una sigaretta e, con calma, arriva la prima frase dopo il silenzio…
-Facciamo un caffè?
E mentre la moka fa il suo dovere, noi cacciamo fuori dalle buste le cosucce che abbiamo comprato, felici come fossimo bimbe che scartano promettenti regali sotto un grande albero di Natale.












Non oso immaginare cosa succederebbe se il nostro shopping si svolgesse a Via Condotti. Porteremmo con noi un carrello del supermercato , felici ed esaltate come non mai.
O forse no. Ci sono momenti che trasmettono adrenalina perché evocano l’emulazione di glitterati clichès che nell’immaginario comune significano felicità.
Ma che sia felicità, o un vuoto simulacro di questa, non ho avuto ancora il tempo e la possibilità di scoprirlo.

Buona giornata a tutti , miei cari lettori!