mercoledì 12 ottobre 2011

Cos'è per voi la Moda?.


Carissimi lettori,
chi mi conosce sa che mi occupo di Fashion Communication e che, insieme alla Letteratura, la Moda è la mia più grande passione. Eppure, benchè questo blog si chiami Fashion Break, come già vi scrissi, mi sono riproposta di non propinarvi le ultime tendenze del Fashion, bensì di comunicarvi un'idea di moda che trascenda regole e diktat e che comprenda un universo di riflessioni, eventi, immagini e propositi ad ampio raggio.
 Un cultore della moda si differenzia da una banale fashion victim semplicemente dai 'filtri' con cui analizza le proposte da cui siamo bombardati, scegliendo di accoglierne alcune, piuttosto che altre.
La moda non è banalità, ed è per questo che un semiologo e scrittore dal calibro di Roland Barthes si fermò per primo ad analizzarne con metodo il suo Sistema, con complesse ed interessantissime osservazioni sui significati sociali dell'abbigliamento e del costume.
Tuttavia noi dobbiamo imparare a darle il giusto peso, sentendoci Demiurghi della moda, plasmando il nostro stile nell'abbigliamento e nel nostro modus vivendi, con l'obiettivo di ritrovare sempre  noi stessi  in entrambi, e sempre felici.
Riviste di moda, fotografie, cortometraggi a scopo promozionale, cartelloni pubblicitari... sono degli elementi di straordinaria creatività, arte ed interesse, ma non Bibbie profane da cui attingere principi e insegnamenti ad occhi chiusi...
I danni sembrano irrilevanti, ma in realtà possono essere molto più seri: pensare di sentirsi parte di un Tutto accattivante e fascinoso e non appartenere a questo stesso 'tutto' fino in fondo provoca disorientamento, inadeguatezza, goffaggine.
Cari lettori, una parte di voi sarà costituita da ragazzi comuni, non imbalsamati in una tanto desiderata 'perfezione': io stessa che studio la Moda, indosso la taglia 44 ( poco stimata nel Fashion world), sono di media statura, non ho le unghie sempre perfettamente curate, vado al mercato, entro in una boutique solo per toccare la sartorialità degli abiti e pertanto non dispongo (mio malgrado) di quel budget sufficiente per seguire  i richiami glam più desiderabili che si levano dalle pagine favolose delle riviste che studio.




...Eppure riconosco la Mia moda in ogni cosa faccio: nel caffè che bevo, nei film che guardo la sera sul mio divano Ikea, nei libri che leggo in metro, negli anelli che appesantiscono il mio indice destro, nelle pietanze che cucino, nei luoghi che frequento... e so che, benchè influenzata inesorabilmente e felicemente dagli input esterni, questa moda è soltanto mia, nel suo miscuglio di ingredienti 'comuni' ed è per me preziosa e inimitabile.
Se la moda fa la sua promessa di una una Felicità tangibile attraverso tessuti, colori, location, viaggi, tacchi vertiginosi...noi dobbiamo ascoltarla, poi sorriderle e comprendere che Lei non mente, cambia semplicemente idea. Spesso. Vertiginosamente. Come un tornado inverte, stravolge e mixa. E nessuno riesce a starle dietro. Neanche chi crede di possederla o addirittura generarla.

sabato 8 ottobre 2011

Voglio il tuo profumo! Ombrelli, Yosh e Chanel...


Tin tin tin!
L'orologio del mio forno segnala la fine di una meravigliosa magia in cui uova, zucchero, burro, cannella, strega, farina e marmellata... diventano un magico disco dorato...
Ma quel che resta come prova di una trasformazione inconfutabilmente magica è l'odore. Un odore che sa di antico, di prezioso e materno.
Eh sì, da quando apriamo gli occhi a quando sprofondiamo la nostra guancia nel cuscino, noi seguiamo e viviamo olfattivamente una nostra geografia di odori...
Questi percorsi olfattivi  li voglio suddividere in tre categorie:

- quelli non proprio gradevoli che spesso ci offendono le narici  quando meno ce lo aspettiamo...(gli odori della metro,di  certi angoli di marciapiedi isolati dove si bivacca,  del fritto troppo fritto dei fast food, di aglio abbandonato in frigo....)




A questi, per fortuna, si aggiunge la categoria deliziosa  degli odori in cui durante il giorno 'salviamo' i nostri nasi : l' odore del caffè, del basilico, delle pagine di un libro nuovo, del fumo che proviene dai comignoli di un paese in inverno, di arancia e cannella, del bucato, dello shampoo che resta tra i capelli, della propria madre...



La terza categoria è costituita da quegli odori di per sè non piacevolissimi, ma che solamente in uno di noi o in alcune persone possono creare una sensazione di piacere: nella mia terza categoria c'è l'odore dello smalto, della benzina, della cipolla bianca che frigge, della candeggina, del sigaro cacciato dalla bocca del mio uomo...



Ma spesso abbiamo bisogno di aggrappare le nostre narici/radici a paradisi olfattivi che trascendono da quelli proposti dalla natura stessa e che qualcuno crea per noi con un bel giro di affari intorno...





E le tasche si svuotano in boccette super fashion ed extra lusso che diventano, ferme nella loro preziosa perfezione di forma, nome e colore, una chiave di lettura (spesso costretta) di messaggi pubblicitari sempre più incomprensibili.

Il profumo si inserisce così nella storia delle più importanti maison di moda come un insostituibile accessorio, importante quanto un paio di scarpe o un gioiello; emblema di questo plusvalore è Chanel n°5, il profumo più venduto al mondo, nato nel 1921 e diventato oramai emblema inscalfibile di charme e raffinata seduzione.
A Napoli, all'inizio di Via Duomo, c'è un improvvisato profumiere, che vende al prezzo di 1 euro campioncini dei più famosi profumi maschili e femminili raccolti in due ombrelli capovolti.


 Fu lì che comprai, per la prima volta, uno Chanel n° 5: fiera di sentirmi quell'elisir sulla pelle anche per pochi giorni, consegnai all'ombrellaio/ profumiere la moneta di 1 euro. Ma lui mi ammonì affermando che quel campioncino lì costava ben 50 centesimi in più. Era un campioncino tirato fuori da un ombrello rovesciato, ma era pur sempre uno Chanel;-)
Inutile dire che da quel giorno ho provato sulla mia pelle tutti i profumi del mondo, senza trovare ancora il mio preferito in assoluto.

Oggi il mercato dell'extra Lusso sembra deviare dalle scelte commerciali a favore di fragranze 'naturali' di nicchia, ancora più care che credo non siano piovute ancora negli ombrelli di Via Duomo....
E' il caso di Jean Jacques, Susanne lang, Vero e Yosh.


informazione.it


Tra questi io amo particolramnte Yosh Han, creatrice di profumi dal 1994 ad Aspen , Colorado.
Yosh entrò in una boutique dove erano esposte centinaia di bottiglie e chiese di lavorare in quel luogo, anche se non capiva bene cosa vendesse: sapeva soltanto che si sentiva 'destinata' a lavorare in quel posto...
 Il proprietario acconsentì  incredulo e incuriosito da quella strana donna e le concesse due anni di apprendistato come profumiera, anni in cui Yosh imparò a riconoscere e combinare oli essenziali ed essenze curative.
Oggi Yosh 'utilizza quegli elisir nella propria pratica moderna dll'antica arte della profumeria, creando profumi dal tocco personale in grado di ammaliare i sensi, affascinare la mente e incantare l'anima'.
E' interessante sapere che il carattere cinese Yosh significa 'fragrante, profumato'.

campomarzio70.it
Ve ne consiglio alcuni, dei suoi profumi: Sottile, U4EAHH!, Omniscient della collezione Evanescent; 'a ognuno è assegnato un valore numerico che corrisponde alla famiglia olfattiva cui appartiene e che tocca le corde dei principi energetici Chakra e della numerologia'.
















C'era una volta un mio amico che amava gli uomini con corpo e mente e la prima cosa che notava in un altro uomo era il suo profumo... io scherzosamente lo punzecchiavo accusandolo di voler fare il 'romanticone' per differenziarsi dal rude clichè del maschio etero.
E invece lui, con i suoi lunghi capelli biondi arruffati, mi spiazzò affermando che per lui il profumo era poco romanticismo, ma molto sesso.


E forse è così, amici miei: l'incontro di fragranze sulla pelle altrui può risvegliare piaceri improvvisi che lasciano scivolare al secondo posto- almeno per pochi istanti- le virtù 'corporee' dell'altro/a.
E' una corrispondenza di amorosi sensi, una mera e seducente questione di affinitità....olfattive!

Intanto è arrivato il mio lui, mi cinge le braccia attorno al collo, e mi avvicina la guancia affinchè gli conceda un bacio di 'bentornato'. Sarà l'influenza di questo articolo, ma fiondo le mie narici sulla curva del suo collo: avrò anche un raffreddore ribattezzato 'Highlander', ma so riconoscere che questo è il profumo dell'uomo della mia vita;-)

















E voi?  A quale profumo non sapete dire di no?

Postum Scriptum: è d'obbligo lasciarvi con questa canzone.....



mercoledì 21 settembre 2011

Una Vita stretta.....a denti stretti!!!

Dalla mia borsa blu elettrico tiro fuori un metro da sartina.
Così: ho voglia di farmi del male. Perchè, cari amici miei lettori, un metro - per una 'formosa' come me, spesso può essere più pericoloso di un coltello :-/

donnatuttogratis.it
Ma se le misure ideali sono 90- 60- 90... quali saranno quelle di Miss 44 forever?
Compio il rito della misurazione (anche per noi donne può essere un trauma) e il sudore permea la mia fronte, le pupille si lanciano fuori dagli occhi, le gambe sembrano sgretolarsi.
Mi affido psicologicamente alla mia miopia per giustificare un presunto errore di vista, ma in fondo, a chi prendo in giro: un miope vede benissimo da vicino :-(
Eh sì, sono proprio loro: 76 cm!!!
Esattamente 16 cm in più rispetto ad un girovita perfetto ed esattamente 16 anni in meno dalla mia vita.
Eppure credevo di non eccedere poi così tanto dallae costole in giù fino all'ombelico... Illusioni, amiche mie, illusioni.
DIETA DIETA DIETA! E mentre lo ripeto, afferro il mio pezzo di cioccolato al caramello guardando nel vuoto.
Tutta colpa di VOGUE! Di Vogue? ebbene sì... e ve lo spiego...
Erano le 8: 25. Treno affollato Ostia- Roma claudicante. Ritardo marcio. Sole in faccia. Fetore nauseabondo. Infilo le mie narici nelle pagine profumate della rivista ed incontro a pagina 84, Ethel Granger. Un nome che forse non vi dirà niente; ma se la vedeste, miei cari lettori, se la vedeste pensereste di trovarvi di fronte ad un essere fiabesco. Eccola qui: vi posto la foto di questa donna con il girovita più stretto al mondo!

da Vogue settembre 2011

Nata agli inizi del '900, ventenne si sposò con l'astronomo William Granger e da allora decise di sfidare l'anatomia del suo corpo, plasmandolo: indossò corpetti sempre più stretti mentre il marito le stringeva i lacci per ottenere i suoi incredibili 33 cm di larghezza del punto vita.
Inseguì così il sogno antico di un rimodellamento del proprio corpo per assumere l'aspetto di un'ape regina e così il suo girovita fu esaltato da corpetti preziosi creati su misura dal brand olandese J.C.Creations.

Se è vero che la virtù e il girovita stanno nel mezzo, beh, care amiche mie, è anche vero che ' melius abundare quam deficere': un rotolino moderato che si allontana dal corpo verso l'esplorazione del mondo può anche piacere a qualche santo uomo, ma quel cerchietto di corpo del diametro di una collana, beh, credo proprio di no.

woman.doki.it

Intanto il cioccolato è finito, il metro da sartina buttato nel secchio dell'indifferenziata e i miei buoni propositi stampati nella mia testa un po' intontita da misure, letture e lavoro.
Beh, amici miei, 60 cm sono davvero, ma davvero pochi, ma almeno un 70 cm esatti si possono raggiungere;-)
Almeno, se qualche creatura distratta e con la vista poco acuta dovesse chiedermi (caso fantascientifico) che misura di girovita io abbia...io potrei sempre rispondere: ''...ettanta'': pronuncia vaga, bella figura assicurata!

( Sogno di un girovita di mezza dignità ;-)

donnaeconomy.org

domenica 4 settembre 2011

L' intimo : dilemma irrisolto

eva la plume
Miei cari  lettori di Fashion Break, non preoccupatevi: nessun psicologismo da dilettante, ma solo curiose frivolezze!
Per 'Intimo' intendo la biancheria intima maschile e femminile: quegli indumenti nascosti ( non sempre, purtroppo) che sembrano anch'essi dettare regole  e tendenze.
E' un argomento che concerne maschietti e femminucce, anche se, nel caso maschile, la situazione non risulta complessa più di tanto.
Voi uomini potete scegliere sostanzialmente tra slip, boxer (larghi o aderenti), tanga ( spero lo indossino solo gli spogliarellisti buffi) e canottiera.
Il 70%circa delle donne che ho intervistato preferisce l'uomo in boxer stretti, a sfavore di slip striminziti:-)

Il colore e la fantasia dell'intimo maschile sembrano però piuttosto rilevanti: no a cuoricini, fiori e clown (anche se alcune linee di abbigliamento intimo li hanno proposti:-/) e No a colori shocking e al bianco che sembra essere considerato straordinariamnete uno dei colori più sfacciati  e meno virili.




Ma attenzione, amici miei, comprate anche mutande di marchi sconosciuti o con scritte di autoaffermazione d'identità maschile come ' Uomo', ma non azzardatevi, vi prego, a mostrare gli elasticozzi del vostro intimo fuori dai pantaloni, anche se dovessero essere D&G, Armani ect.. (in questo caso dimostrereste sicuramente che di firmato avete solo le mutande;-)
E poi...arriviamo alla donna. Si scatena l'inferno: slip, culotte, tanga, perizoma, guepiere, body intimo e reggiseno. Troppo facile dire solo 'reggiseno': questo può essere a balconcino, a fascia, con o senza ferretto, con bretelle trasparenti e....IMBOTTITO...
Il Santissimo Reggiseno Imbottito che ha miracolato milioni di 'diversamente maggiorate' non fiere della comodità della loro coppa ridotta.


Spesso è stato soppiantato dai 'pesciolini' di silicone, corpi esterni introdotti in un normale reggiseno per aumentare il volume del proprio decoltè. Per la serie : toglietemi tutto, ma non il reggiseno!
Anche e soprattutto per le donne, fantasie e colori da scegliere per il proprio intimo ce ne sono a volontà: bianco (fintamente pudico), nero (sempre aggressivo), leopardato, zebrato, a pois, di pizzo, di velo trasparente effetto nudo e poi coloratissimi.
Essere schiave anche della moda dell'intimo è decisamente diabolico, però, mie care amiche, ci sono dei piccolissimi accorgimenti che più che fashion sarebbero decenti:
- evitare perizoma o mutanda nera sotto pantaloni o gonne bianchi: horribile visu, anche per un uomo!
- evitiamo mutande con cuciture evidenti sotto pantaloni o vestiti attillati.
- se avete un seno abbondante e naturale, non sfidate la forza di gravità indossando reggiseni a fascia o con bretelle trasparenti sotto abitini o top sprovvisti di bretelle. Non fanno per voi: lasciate questo lusso a seni più contenuti!
-se indossate pantaloni a vita bassa, state attente a non mostrare a chi sta accanto il nostro perizoma

hoana blog

- benchè  spesso anche donne dello spettacolo che dicono o credono di far tendenza ( la signora Ventura docet) ci propinano ganci di reggiseno che fuoriescono da abiti con profonde scollature sulla schiena, evitare di metterli in bella mostra credo sia la scelta più ortodossa.

E poi... il dilemma dell'intimo come strumento di seduzione: noi donne ci

 affanniamo a rinunciare alla comodità
 ( necessaria) per l'estetica assillante della nostra biancheria. Perchè? per essere impeccabili agli occhi del nostro uomo, anche senza vestiti.

La scena del capolavoro Ieri, oggi e domani in cui la splendida Sofia Loren  lascia cadere sensuale i suoi vestiti davanti agli occhi rapiti di Marcello Matroianni è l'apoteosi di questa teoria di seduzione... anche se stiamo parlando di un corpo intramontabile che sarebbe stato sensuale anche con mutandoni e canotte extra large! Il corpo della donna, costretto in un'esile lingerie di gusto, non passa certo inosservato e quasi sempre ottiene l'effetto desiderato (che è costato non poco, credetemi!).


Però questa non è una regola assoluta, succede anche che gli uomini non restino necessariamente ammaliati da pizzo e guepiere perchè non così attenti a queste 'finezze' di stile.
Amiche mie, non vi consiglio di trascurare la vostra intimità con gambaletti e mutandoni della nonna, ma non date per scontato la pazienza maschile nei momenti più calienti...
Forse tendiamo a sopravvalutarli troppo: molto spesso non si fermano alla vostra mise intima, ma vanno oltre ...
Sì, dobbiamo ammetterlo, almeno in questo, per una volta, non si fermano alle apparenze e non sono poi così tanto superficiali .
;-)

E poichè siamo in tema di seduzione..... beccatevi questa!



martedì 23 agosto 2011

Il fashion style di due ventenni romane: Intervista davanti ad una birra



E' facile parlare di moda dal pulpito di una passerella. La moda viene proposta dagli stilisti, pubblicizzata dalle riviste e poi metabolizzata con libera interpretazione, almeno dalla sana e pensante gente comune.
La moda non colora il mondo: la moda è il mondo e, come tale, non può essere solo insegnata, ma soprattutto vissuta nelle scelte non solo estetiche, ma anche di vita: la professione, gli hobbies, il tempo libero, gli ambienti che si frequentano, il cibo, i libri che si leggono o che non si leggono, la scelta dei film da vedere, le meta delle proprie vacanze...

da week end donna.com


Così, davanti ad una birra ghiacciata in un'afosa serata marittima, ho deciso di intervistare due ragazze comuni, vivaci studentesse, libere pensatrici, contestatrici di certe dinamiche omologanti della società.
Questa intervista è stata per me la prova di quanto si possa essere se stessi e naturalmente individuali con il proprio look e la propria personalità anche senza cadere nell'eccesso delle stravaganze.
La moda di queste ragazze è fatta dai loro look ,dalle loro conversazioni e dai loro sogni, senza predominanza dell'uno sull'altro.

Mi avvicino a Martina e Giulia, uguali solo per  l'alta statura ( imbarazzante, per il mio metro e 68:-( ), per l'età e per il sorriso libero e disponibile al dialogo e ad una divertente analisi di se stesse.
Sono ragazze comuni, ma diverse dall'esercito di pseudo fashion victims che riempie la fascia della nuova generazione twenty.


.


Giulia, della zona Ottavia di Roma, ha frequentato il liceo classico 'Seneca', dove ha conosciuto Martina tra i banchi di scuola. Indossa un top marrone e una gonna al ginocchio stile etnico, con base marrone che richiama il top e decorazioni a strisce sull'arancio e il bronzo; capelli castano chiaro lasciati sciolti e asciugati naturalmente, al polso bracciali dorati, al collo collana colorata








 Martina, di Boccea, capelli neri e lisci,  indossa degli shorts di jeans che lasciano scoperte le sue lunghe gambe abbronzate, ma sdrammatizzato da un camicione velato arancione e da sandali alla schiava.








Cosa non indossereste mai?
-G. Beh, pantaloni pitonati e pellicce..anche se sintetiche.
 M. Pantaloni di velluto e zeppe di sughero.

 Quante volte al mese vi dedicate allo shopping?
- G. Una volta al mese.
 M. 1 o 2 volte a settimana (compro piccole cose, spesso;-)

 In quale negozio comprate più spesso?
- G. H&M .
  M. Zara

 Qual è il capo d'abbigliamento o accessorio più costoso che avete?
- G. Un cappotto di 80 euro.
  M. Una giacca di pelle di 300 euro.


 Qual è il brand che più vi piacerebbe avere nell'armadio?
- G. Etro.
  M. Valentino
-
 Colore preferito nell'abbigliamento?
- G. Viola.
  M. Rosso


A quali capi o accessori non rinuncereste mai?
- G. Bracciali e sciarpone.
  M. Collana e borsa.


 Cosa indossereste ad una festa in piscina?
- G. Innanzitutto un bikini, coperto da un vestitino easy corto, sandali bassi, capelli raccolti, bracciali e...forse orecchini.
M. Vestito lungo trasparente ( del tipo copricostume), capelli raccolti e sandali alla schiava.

Dopo queste piccole curiosità sul loro look, chiedo ad entrambe se sono lettrici di fashion blog e cosa si aspetterebbero da questo tipo di comunicazione...
Entrambe ammettono di non visitarli con frequenza perchè 'sentirsi dire cosa indossare o cosa va di moda' già si percepisce con certa invadenza in tv, riviste o cartelloni pubblicitari.
Tuttavia, da un fashion blog si aspetterebbero suggerimenti su come interpretare liberamente uno stile, magari  spendendo poco, ma con gusto!
La conversazione termina con sorridente congedo  tra boccali vuoti e gusci di noccioline americane che invadono la lunga panca. Parlare di moda non significa solo citare l'ultima collezione di Armani o quale marchio che ha sedotto l'attrice di turno: noi tre, rilassate e comodamente abbigliate in una birreria easy e molto pop, abbiamo cercato di spiegare, con le nostre teste e la nostra ironia, un mondo così erroneamente patinato.


Un grazie alle due ventenni romane per essere state le portavoci di una fetta della post adolescenza capitolina...
E.... un in bocca al lupo alle vittime della prossima fashion break interview...
E...'na biretta ghiacciata a tutti;-) !







sabato 6 agosto 2011

Premio "Dandy 2011" : Nice Living, Nice Night!!!


Cari miei lettori fashion,
oggi vi racconterò la premiazione per il Concorso 'Dandy 2011' di ieri sera al Nice Living, nello splendido scenario del Foro Italico.
Serata calda, frizzante di un agosto non così vuoto per la Capitale come gli altri anni...
Un terrazzo verde sovrasta la piscina olimpionica, tavoli bianchi con candele e portate invitanti di pesce e vino bianco a volontà.


E poi...  divanetti neri in pelle lasciati liberi per noi membri della giuria ai quali ci accompagna la bella Flavia Salinetti, una dei responsabili dell'Ufficio stampa per il Comitato promotore.
Cordialità e glamour, annaffiati da cocktails e musica da ottimo piano bar nel pre serata e poi da divertentissimo ritmo dance per il resto della notte.
I Dandies vagabondano per il Nice Living mischiandosi tra la folla: non un segno che possa contraddistinguerli, se non la loro classe e singolare esteticità. 
Tra un bicchiere e un'esternazione coreografica irrinunciabile con la mia cara fashion friend Federica, percorro i sentieri briosi del locale, fingo noncuranza e distrazione, ma osservo con letteraria dedizione i presenti. 


Non posso non notare lo sfacciato Dandysmo di due diversissimi ragazzi, che si intrattengono amichevolemnte  con i presenti e che, benchè risultino i protagonisti della scena, non si lasciano andare ad euforici atteggiamenti.
Mi avvicino e chiedo loro domande poco ortodosse, ma che mi aiutano ad uscire dalla mia idea troppo dannunziana di Dandy e a conoscere dei Dandies davvero e nostalgicamente moderni.
Michel ha 20 anni, di Roma, studente di Legge, scrittore narciso con pacchetto di marlboro rosse morbide nel taschino e libertino di Narodnì Tridà , la sua amatissima strada di Praga e titolo di uno dei suoi quattro libri. 


Dario D'Amico ha 37 anni, meno prolisso, più taciturno, ma grande osservatore. Avvocato romano, fiero nel suo doppiopetto blu, sogna Montecarlo, legge Narciso e Boccadoro e odia il fumo, da perfetto salutista. 
... Mentre bevo il mio drink ho pensato a cosa preferirebbe un dandy moderno tra vino rosso e rum e coca... beh, entrambi hanno optato, ovviamente, per  il succo di Bacco:-) 
(Devo ammettere che tirato un sospiro di sollievo!)
Intanto la consolle lancia ' Get on the floor' e mi vien spontaneo chiedere loro se ballerebbero mai su queste note, così elegantemente confezionati.


Dario nega, Michel  pronuncia un 'sì ' non molto convinto.
Ma c'è chi, poco dandy, poco timido, ma molto fashion e colorato, balla con maestrìa 'Get on the floor' e tutte le canzoni che il dj ci propina...

                                             


La musica va scemando, l'organizzatore del Congresso Massimo Ferretti prende il microfono e annuncia i primi due classificati al Concorso 'Il Dandy': al primo posto Dario D'Amico, al secondo posto Michel Lemme. 
Eh sì... cari amici miei, sembrerò anche saccente come al solito, ma c'avevo visto lungo;-)
 Una FASHION NIGHT A TUTTI  e... per chi ancora non ha carpito l'essenza del Dandy... ascoltate questa meraviglia!

 

mercoledì 3 agosto 2011

Che cos'è l'amor ?

























Cari lettori,
siamo in estate e si sa, l'estate è la stagione in cui i cuori s'incontrano o si scontrano tra  sale e mojito.
Ci sono storie semplici, quelle del 'mi piaci' e 'ti voglio' 'stiamo bene insieme' e ...' ma perchè no'?
Nuovi amori adorabili per adrenalina e passione, terribili per banalità.
Danno l'emozione di una sorpresa in un uovo di cioccolato: è speciale l'attesa di averlo custodito, pronto ad essere scartato, e qualunque sia la sorpresa in fondo ci piace non perchè sia quella, ma perchè ci piacerebbe comunque, qualunque cosa sia. Però basta la fine di un giorno per dimenticarla sul camino, nel cassetto delle cose inutili, carine 'per poche ore soltanto'.
E poi ci sono quelle storie vere che lasciano graffi che bruciano guance ed occhi. 
Sono amori inspiegabili, perchè immensi di dolore, risa, condivisione e nostalgia...
Non c'è perfezione, ma sono la percezione di averla raggiunta in un attimo o in un 'quanto sei bella stasera'. Sono amori fatti di carne, debolezza, malinconica attesa, paura, pizze, shopping snervante e regali a Natale. Ma può accadere che due mani tenute strette per bisogno 'proprio di quella persona' o per conservare una insostituibile compagnia, dicevo... può accadere che queste mani si lascino per pochi istanti ...il rischio più grande è che non si ha mai la possibilità di congelare un sentimento, di paralizzare quelle mani neanche per pochi istanti. Il distacco è cambiamento che può volgere ad un 'unione meditata o ad una separazione ineluttabile. Fermare quelle mani in un momento determinato, in un istante che risucchia battiti e lacrime, è impossibile: sono due mondi che combattono una guerra senza armi, senza voce, senza un codice da seguire. In amore non si può prevedere nulla, si può solo progettare la propria vita come se fosse quella di altri, di controfigure rubate al nostro immaginario di film, libri, quadri.
C'è un percorso che solo da soli ci appartiene e riprendere a batterlo è così arduo e destabilizzante.
Eppure è il nostro. Dovremmo conoscerlo. Dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo. 
Beh, non lo è quasi mai.

"Quando in anticipo sul tuo stupore 
verranno a chiederti del nostro amore 
a quella gente consumata nel farsi dar retta 
un amore così lungo 
tu non darglielo in fretta ..."

(Verranno a chiederti del nostro amore, Fabrizio De Andrè)

Vi lascio con questa poesia per occhi ed orecchie :-)